La vertigine è una sensazione illusoria di movimento del corpo o della stanza circostante che si manifesta senza che sia presente un reale movimento. La vertigine in prima istanza viene causata da patologie dell’orecchio e può associarsi a sintomi auricolari quali gli acufeni (fischi, ronzii…).
La forma più frequente di vertigine è quella che viene scatenata da rapidi cambi di posizione (mi alzo velocemente, guardo in alto, mi chino per raccogliere qualcosa a terra) detta per l’appunto, vertigine posizionale; questi movimenti veloci possono evocare una forte vertigine rotatoria, oppure un senso di instabilità e confusione mentale.
Spesso a questi sintomi può associarsi nausea e vomito.
Vertigine posizionale: cause e opzioni terapeutiche. Risponde alle domande il Dott. Lovato Andrea, Specialista in Otorinolaringoiatria e Professore a Contratto presso l’Università di Padova.

 

Quali sono le cause più frequenti di vertigine posizionale?

La vertigine evocata dai rapidi movimenti del corpo trova la sua causa principale nella canalolitiasi, una condizione nella quale avviene uno spostamento degli otoliti (cristalli di carbonato di calcio normalmente posizionati nella macula dell’utricolo, una parte dell’orecchio interno).
Questi “sassolini” diventano liberi di muoversi all’interno dei liquidi dell’orecchio, stimolando le cellule capellute dei canali semicircolari e creando l’illusione di movimento.

Questa patologia, denominata comunemente vertigine posizionale parossistica benigna, può essere causata da traumi cranici, infezioni virali come la neurite vestibolare, o fattori ormonali.

 

Quali sono i pazienti a rischio per questo tipo di patologia?

La canalolitiasi è più frequente nelle donne (75%) nel periodo post-menopausa (ecco perché sono importanti i fattori ormonali). Un altro fattore fondamentale associato all’insorgenza di tale patologia è il deficit della Vitamina D. Questa vitamina è fondamentale nel metabolismo del calcio di cui sono composti i nostri otoliti.

 

Quali sono le opzioni terapeutiche?

Queste vertigini hanno un’ottima prognosi se trattate correttamente.
L’obiettivo del trattamento è eseguire delle “manovre liberatorie” che consistono in veri e propri movimenti con l’obiettivo di riposizionare gli otoliti che hanno perso la loro sede naturale.

La scelta della manovra adeguata non è tuttavia semplice e necessita di una diagnostica adeguata mediante esami strumentali (la video-nistagmografia o studio registrato del nistagmo spontaneo e posizionale).
Se non trattate correttamente queste vertigini posso avere una durata lunga con associati sintomi invalidanti e riduzione della capacità di guidare e lavorare.

 

Altre possibili diagnosi?

Le cause di vertigine sono moltissime e solo una diagnosi corretta può portare al trattamento adeguato.
Risulta pertanto indispensabile rivolgersi ad uno specialista Otorinolaringoiatra esperto nella patologia vertiginosa per avere la certezza di una diagnosi.

La vertigine acuta può avere un’origine virale come nella neurite vestibolare. Se siamo di fronte a vertigini ricorrenti da mesi (o addirittura anni) va indagata la Sindrome di Ménière.

Non dimentichiamo che la vertigine può essere causata anche da patologie di origine neurologica come l’emicrania, ma non si possono mai escludere a priori le neoplasie cerebrali che, seppur rare, vanno identificate prontamente.

 

 

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