La radiologia è una disciplina diagnostica che utilizza i raggi X per produrre delle immagini morfologiche del corpo umano. Le immagini generate da questa metodica vengono chiamate radiografie, radiogrammi o, più comunemente, “lastre”.
Le indagini radiografiche sfruttano la duplice capacità dei raggi X di attraversare le strutture del corpo umano e, quindi, di impressionare un’immagine su specifici rilevatori.
Proprio per la loro natura i raggi X vengono maggiormente “frenati”, o meglio, assorbiti, dalle strutture ad alta densità, come ad esempio la componente ossea del nostro corpo. Grazie a questa caratteristica gli esami a raggi X tradizionali vengono principalmente usati per una valutazione diagnostica dello scheletro.
Tuttavia anche i tessuti molli, che presentano diversa densità, possono essere in parte studiati, come ad esempio il parenchima polmonare o il parenchima mammario, in cui la componente adiposa e quella ghiandolare forniscono una naturale contrasto se studiate con la metodica radiografica.

Da sinistra a destra, esempio di radiografia del torace, del cranio e delle mani.

I raggi x sono dannosi per la salute?

Le radiazioni ionizzanti usate nella diagnostica radiologica, appunto i raggi X, sono delle radiazioni che possono produrre degli effetti biologici nell’attraversare il corpo, tuttavia questi effetti risultano statisticamente irrilevanti se calcolati per un singolo esame radiografico e su un singolo individuo.
Le esposizione per scopi medici, proprio a causa della potenziale, anche se contenuta, dannosità, devono comunque essere sempre giustificate da uno specialista. Questo significa che per poter eseguire una radiografia è necessaria una prescrizione medica in cui lo specialista giustifica l’uso delle radiazioni ionizzanti come unica metodica per risolvere il quesito diagnostico richiesto.
Sarà quindi responsabilità del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM), presente nella sala di esecuzione dell’esame, assicurarsi che l’esposizione risulti al massimo ottimizzata, ovvero che la dose di radiazioni venga contenuta al livello più basso ragionevolmente ottenibile compatibilmente con l’ottenimento di un risultato diagnostico soddisfacente. La sicurezza del paziente viene quindi salvaguardata come obiettivo principale, insieme al raggiungimento di un esame utile dal punto di vista diagnostico.
La dose di radiazioni risulta quindi estremamente contenuta ed il rischio di danno è statisticamente irrilevante per esami di diagnostica tradizionale. Non ci si deve quindi far influenzare dalle parole “raggi X” o “radiazioni ionizzanti” intendendoli necessariamente come termini negativi.

Come si svolge l’esame?

Per l’esecuzione dell’esame radiografico non è richiesta alcuna particolare preparazione al paziente il quale dovrà solamente seguire le indicazioni fornite dal TSRM. L’ esame è generalmente rapido (5-10 minuti), non invasivo e non doloroso e si svolge con la parte anatomica da analizzare interposta tra il generatore di raggi X e il rilevatore di immagine. Questa procedura può avvenire con il paziente in ortostatismo (=in piedi), come nel caso della radiografia del torace, l’ortopantomografia o la mammografia, o sdraiato sul lettino radiografico, come nel caso dello studio del bacino, in base al quesito diagnostico richiesto.
Una volta terminate le proiezioni necessarie per risolvere il quesito diagnostico l’esame può considerarsi concluso e si può riprendere normalmente l’attività quotidiana.

Presso i nostri Poliambulatori è a disposizione il servizio di radiologia che utilizza apparecchiature all’avanguardia sia in ambito di produzione di immagini sia in ambito radioprotezionistico. Durante alcuni esami radiologici infatti al paziente saranno dati dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) come il camice piombato, atti a garantire un’ottimale radioprotezione durante l’esame radiologico. Nel caso in cui il paziente abbia dubbi o perplessità, può rivolgersi al tecnico di radiologia e allo specialista stesso, sempre disponibili a rispondere ad eventuali domande con cortesia e professionalità. Al termine dell’esame, il medico radiologo formulerà una dettagliata relazione scritta (referto radiologico), che verrà consegnato al paziente insieme al CD contenente le immagini prodotte.

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