I nei sono delle lesioni dell’epidermide, caratterizzati da alterazioni cromatiche e morfologiche della cute, che possono insorgere in qualsiasi parte del corpo. E’ di fondamentale importanza un controllo periodico per individuare quei segnali che possono decretare l’insorgenza, o meno, di un tumore.
Con il professore Bordignon impariamo a riconoscere questi segnali, fondamentali per una dagnosi precoce, oggi unico strumento per la prevenzione di questi tumori.

Dottore, ci sono forme di autoesame per la mappatura nei?

E’ consigliato effettuare con un autocontrollo domiciliare cutaneo imparando a conoscere i propri nei, individuare dove sono, distiguerne la forma e le dimensioni. Essendo però difficile riconoscere le piccole variazioni, è importante, qualora nascessero dei dubbi, rivolgersi al dermatologo, che potrà fornire una diagnosi precoce.

Ogni quanto è consigliabile la mappatura nei?

Un controllo all’anno può essere sufficiente nel caso di una situazione che non presenti sospetti, mentre la tempistica può essere ridotta a 6 – 4 mesi se si ritiene necessario un monitoraggio più accurato. Quest’ultimo può avvenire attraverso il metodo dell’epiluminescenza digitalizzata che permette di tenere sotto controllo ogni minima variazione.

In quali casi si rende necessaria l’asportazione?

Se durante la mappatura dei nei viene rilevata un’atipia o un’irregolarità, la lesione va asportata in maniera chirurgica, affinchè l’asportazione sia radicale. L’intervento si esegue in anestesia locale, togliendo una piccola porzione di cute comprendente il neo e chiudendo la sezione attraverso dei punti di sutura, che successivamente verranno rimossi.

L’intervento, essendo non invasivo, viene eseguito in ambito ambulatoriale e si effettua in 20-30 minuti. Dopo 15 giorni avviene la rimozione dei punti, dove si controlla anche la stato della guarigione, che normalmente presenterà una piccola cicatrice.