Può capitare, osservando la nostra pelle, di notare una “macchietta nuova” a cui non si era mai fatto caso e che quindi non deve essere trascurata. In inverno per proteggerci dal freddo siamo vestiti la maggior parte del tempo non accorgendoci quindi della comparsa di un nuovo neo.Chiediamo alla Dottoressa Silvia Panigalli,  medico chirurgo specialista in Dermatologia e Venereologia, come proteggere la nostra pelle e in che modo bisogna fare prevenzione.

 

Come si può fare prevenzione?

La prima prevenzione, soprattutto nei periodi estivi, consiste nel non esporsi al sole più di quanto la nostra cute riesce a sopportare, in maniera graduale, utilizzando protezioni solari ed evitando le ore centrali. In questo modo si beneficia del sole buono per le ossa senza “rischiare la pelle “. Il problema è che il sole non è “buono” allo stesso modo con tutte le persone in maniera imparziale. L’importante è non arrivare ad arrossarsi e poi spellarsi perché significa che le radiazioni assorbite hanno superato il proprio personale valore di MED ( Minimal Erythema Dose ), ovvero il livello massimo per il quale la nostra melanina ci protegge.
Un ulteriore e complementare prevenzione è il monitoraggio periodico dei nevi. In particolare la diagnosi precoce in caso di melanoma è fondamentale per la prognosi e la sopravvivenza.
Quando il melanoma è diagnosticato ed asportato in fase superficiale l’epidermide fa da barriera alle cellule tumorali e la prognosi è buona.
Nelle fasi più avanzate il melanoma diventa infiltrante e può potenzialmente entrare in circolo diffondendosi attraverso i vasi linfatici ed ematici in maniera anche aggressiva.

 

Qual è la visita più opportuna da fare?

Una visita per tenere monitorata la salute della nostra cute è la mappatura, che è un esame che garantisce una ulteriore sensibilità ed accuratezza diagnostica. Si impiega uno strumento non invasivo chiamato videodermatoscopio.
La Videodermatoscopia con memorizzazione computerizzata delle immagini ha come fine la visualizzazione ed il confronto visivo e oggettivo delle singole lesioni neviche osservate ad un ingrandimento che ne permette di osservarne la struttura ed individuare eventuali irregolarità o mutamenti.
Il grado di risoluzione delle immagini in questo caso aumenta, apportando il notevole vantaggio di una comparazione di ogni singolo nevo.
La metodica è completamente non invasiva.
La Videodermatoscopia ha come fine fondamentale di individuare, tra tanti nevi, quale è quella lesione sospetta che si è modificata di struttura o dimensione e sta evolvendo in maniera pericolosa per la salute del paziente.

 

In che momento è opportuno eseguire un monitoraggio?

Il monitoraggio è fondamentale soprattutto per le persone più a rischio:
  • chi ha già asportato un melanoma;
  • chi ha un familiare di primo grado che ha avuto un melanoma;
  • persone con fototipo chiaro e/o che hanno subito scottature solari;
  • pazienti con molti nevi;
  • donne dopo la gravidanza;
  • pazienti immunocompromessi o che assumono determinate categorie di farmaci.

 

Quando è necessario rivolgersi a uno specialista?

In caso di lesione nuova, che prudeduole, si modifica rapidamente o la macchia è più scura del solito bisogna rivolgersi allo specialista.
Per il monitoraggio finalizzato alla prevenzione è indicata una mappatura periodica che mantiene sotto controllo la cute.

Presso i Poliambulatori San Gaetano è attivo l’ambulatorio di Dermatologia dove è possibile effettuare una visita dermatologica e una mappatura dei nei.
Per prenotare contattare il numero 0445 372205, compilare il form di contatto o inviare un messaggio al numero whatsapp cliccando (qui).