Autopalpazione del seno: come, quando e perché è importante come elemento di prevenzione

 

Ci sono delle patologie in cui nulla può fare più della prevenzione. Una di queste è il tumore al seno e non a caso, esistono svariate iniziative per ricordare alle donne che pochi minuti dedicati annualmente ad un controllo (o ogni due anni), possono garantire serenità e buona salute. Oltre al fondamentale controllo clinico, una buona pratica è l’autopalpazione del seno eseguito con costanza dalla donna.

 

Perché è importante la Visita Senologica?

Se i controlli sono consigliati a partire dai 40 anni, Poliambulatori San Gaetano ha previsto dei percorsi per tutte le età, anche per le donne giovani a partire dai 30 anni, consigliati in caso di familiarità con la malattia.

«È molto importante il dialogo che si riesce a instaurare con la paziente durante la visita – spiega il Dottor Zerbo Fabio, Specialista in Radiodiagnostica, con una grande esperienza negli esami senologici – entrare in empatia significa intanto rasserenarla, e poi dare una serie di indicazioni utili, sotto forma di consigli ed eventuali indirizzi terapeutici».

Quello è anche il momento giusto per ricordare l’importanza dell’autopalpazione, con una guida pratica di come va fatta. «Oltre a controllare i quattro quadranti – ricorda il dottor Zerbo – è importante soffermarsi nella regione retro areolare. E poi i solchi sotto mammari e le regioni laterali sotto la scapola».

 

Ogni quanto eseguire l’autopalpazione del seno?

Uno strumento fai da te ma preziosissimo, che dovrebbe essere insegnato fin dalla giovane età.
Una volta al mese, questo il tempo corretto da dedicare al controllo: «Il periodo migliore è subito dopo il ciclo, quando il seno è meno teso e soprattutto perché, da un mese all’altro, si può sentire se ci sono state effettivamente delle variazioni, cosa che non permetterebbe di fare un controllo eseguito ogni due giorni.
Magari si può fare un po’ più spesso all’inizio, per prendere confidenza. È importante imparare a conoscersi per riconoscere le nodulazioni. Alcune delle diagnosi, specie le più precoci, vengono fatte proprio perché sono le donne a rendersi conto delle presenza di nodini o hanno dei dubbi e si sottopongono ad un accertamento».

Sì perché il tumore al seno, come tante altre forme tumorali, si sviluppa in maniera subdola e senza sintomi, soprattutto nella prima fase. «C’è il rischio – conferma il dottor Zerbo – che si presentino pazienti anziane, che non sono abituate a toccarsi, con un nodulo anche grosso».

 

A cosa prestare attenzione durante l’autopalpazione?

I dettagli a cui prestare attenzione, oltre al nodulo, sono l’aumento della densità o una parte del seno più dura. «A volte ci sono dei microcarcinomi che non si sentono e non si vedono neanche all’ecografia, alcuni si manifestano solo con la mammografia o la risonanza magnetica». Per questo è importante sottoporsi ad un controllo ogni anno, o seguendo le indicazioni del Medico se c’è familiarità.

Va detto che ci sono anche dei tumori benigni, che non degenerano, ma possono creare delle alterazioni stabili per anni del tessuto mammario interno.

Non meno importante lo stile di vita: «Una dieta sana, ricca di vegetali e povera di grassi, è sicuramente un buon alleato per la salute – conclude il dottor Zerbo – consiglio anche di limitare alcol e fumo e fare attività fisica».