L’osteoporosi si definisce come “una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento microstrutturale del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di fratture” che colpisce prevalentemente le donne dopo i 50 anni, soprattutto in menopausa quando le ossa perdono calcio e sali minerali.
Questa patologia passa molte volte inosservata, fin quando non si verifica una frattura da fragilità ossea, spesso a livello delle anche o dei polsi (solo in alcuni casi può accompagnarsi a dolore osseo).

Per evitare una fenomeni di questo genere è bene valutare la propensione individuale all’osteoporosi analizzando i “fattori di rischio” insieme al proprio medico, soprattutto in soggetti di sesso femminile che hanno superato i 50 anni.
In presenza di fattori di rischio, o comunque verso i 65 anni, è consigliabile sottoporsi a una misurazione della propria “densità minerale ossea” con la MOC – è oggi considerata l’esame più attendibile per la diagnosi di osteoporosi.

Una persona con osteoporosi diagnosticata, deve assolutamente seguire (o iniziare) una terapia farmacologica; spesso la semplice alimentazione ricca di calcio, l’attività fisica, e magari un supplemento di calcio e/o vitamina D non bastano. Occorre quindi sottoporsi ad una visita Reumatologica che valuterà l’aggiunta di un farmaco capace di riportare il metabolismo osseo verso l’equilibrio fra riassorbimento e formazione.