Come la persona può affrontare la gestione del diabete mellito

 

Quando gli esami del sangue rilevano valori elevati di glicemia e il Medico diagnostica il Diabete, al paziente cade il mondo addosso.
Accade perché è una malattia da cui non si guarisce, che probabilmente dipende da qualche ascendente in famiglia, che è legata a ciò che si mangia e dalla scarsa attività fisica. Di conseguenza, lo spettro di questa malattia agita la mente che tende a rifiutare l’idea che a) si perda il controllo di una parte del corpo b) si diventi dipendenti da Medici e medicinali c) si debba cambiare stile di vita d) si diventi malati cronici e) si teme per l’autonomia fisica e relazionale (ad esempio: i diabetici hanno dei limiti per ottenere la patente?)

Insieme al Dott. Mingardi Roberto, Medico Chirurgo il Endocrinologia e Diabetologia, cerchiamo di inquadrare il problema e di fornire delle risposte utili al paziente.

 

Dottore, cosa può dirci riguardo questa malattia?

Innanzitutto non si è soli. Nella sola Regione Veneto vi sono oltre 250 mila diabetici, di questi solamente il 10% circa sono insulino dipendenti. Gli altri si curano attraverso la dieta o con farmaci per bocca.

Ma attenzione, chi si cura con insulina è costretto a svolgere i controlli con maggior frequenza, mentre gli altri vivono bene con semplici cure. Proprio queste persone si controllano meno e male, perché rifiutano o addirittura negano la malattia e pensano che la cura consista solamente nel prendere con regolarità il farmaco per poi fare ciò che si vuole senza riguardi. In questi casi il diabete è come una tigre in agguato: concede di aggirarsi in libertà per la savana, ma se decide di azzannare fa male.

 

Come si può combattere il Diabete?

All’interno della Regione Veneto, grazie alla Rete regionale assistenziale diabetologica, sancita nella Legge numero 24 dell’11 novembre 2011, ogni paziente assieme al proprio Medico di Medicina Generale ed al proprio Farmacista ha la possibilità di svolgere dei buoni programmi di prevenzione e di curarsi nel modo più adeguato. Questa strategia ha contribuito a diminuire il numero dei ricoveri per diabete grazie al costante impegno di tutti gli operatori e delle associazioni di volontariato che sono in prima linea per per promuovere la salute della comunità.

Il paziente diabetico ha diritto a:

  1. Cure immediate ed appropriate. Il Diabetologo, assieme al Medico di Medicina Generale, aiuta le persone affette da diabete a curarsi in maniera efficace.
    Il Medico di Medicina Generale procede con il primo incontro con il diabetico, esegue una diagnosi sicura, aiuta il paziente a modificare gli stili di vita e stabilisce la cura ed i controlli necessari.
    Lo Specialista interviene poi nei casi di difficile controllo, nella gestione dell’insulina, nella cura con farmaci sempre più alla avanguardia, e controlla le complicanze causate dalla malattia.
  2. Controllo delle complicanze, che viene svolto dal Diabetologo e dal suo team. Vi sono poi le visite oculistiche, cardiologiche, neurologiche, nefrologiche e vascolari per verificare se vi sono problemi da correggere prontamente.
    In questo contesto, Poliambulatori San Gaetano offre un nutrito gruppo di professionisti a vostra disposizione. Dietista, Nutrizionista e Psicologo possono dare un grande contributo al paziente.

 

Cosa può fare attivamente il paziente?

Spesso il lavoro svolto dagli Operatori non è sufficiente. Come nelle altre patologie croniche, il paziente deve giungere all’accettazione del trattamento a lungo termine e all’autogestione la propria cura, cioè assumersi la responsabilità del proprio stato di salute.

Per ottenere ciò, egli deve arrivare a pensare che la malattia e le sue conseguenze possano essere gravi e reali, deve essere convinto che seguire il trattamento avrà degli effetti benefici, deve pensare che i benefici controbilancino gli svantaggi della terapia e, soprattutto, arrivare ad assumersi e condividere la responsabilità della terapia. La persona che è affetta da malattia cronica può raggiungere tali obiettivi attraverso un percorso che preveda una corretta e precisa informazione sulla malattia e il trattamento, la riformulazione di un nuovo concetto di integrità, in considerazione delle sue precedenti rappresentazioni di salute e malattia. Nella cronicità, quindi, l’operatore aiuta il paziente a controllare la malattia attraverso un’alleanza terapeutica fondamento della terapia che si realizza attraverso l’educazione terapeutica.

Secondo la definizione dell’ OMS

“L’educazione terapeutica consiste nell’aiutare il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia ed il trattamento, a collaborare alle cure, a farsi carico del proprio stato salute ed a conservare e migliorare la propria qualità di vita”

Ciò implica un vero e proprio trasferimento pianificato ed organizzato di competenze terapeutiche dagli operatori ai pazienti, grazie al quale la dipendenza lascia progressivamente il posto alla responsabilizzazione ed alla collaborazione attiva. Un compito così delicato rende, però, necessario da parte degli operatori il possesso di specifiche competenze pedagogiche, acquisite per mezzo di un’apposita formazione interdisciplinare.

 

Come vanno aiutati i pazienti diabetici nel percorso di gestione della malattia?

Accanto al Medico lavora una Task force di volontari, chiamati Diabetici Guida, cioè persone diabetiche esperte, formate e selezionate che aiutano altri diabetici a gestire la propria malattia.

Queste Guide collaborano attivamente con il personale sanitario e forniscono informazioni corrette ed aggiornate riguardo la malattia, le terapie, i controlli necessari, le complicanze e la loro prevenzione e gestione.
Inoltre, il paziente viene istruito a gestire in modo pratico ed autonomo la terapia e ad effettuare gli autocontrolli.
Tutto ciò permette al paziente di gestire nel quotidiano la propria condizione, attraverso scelte corrette e consapevoli, in autonomia e nella piena accettazione della malattia.

Il passaggio da paziente a persona è una delle parole chiave della nostra educazione terapeutica.

Fortunatamente, la cura del diabete ora trova in tanti farmaci nuovi la possibilità di migliorare la salute, evitando rischi e problemi. Da tempi recenti, al diabetico è offerta la possibilità di controllare il proprio livello di zuccheri nel sangue con l’ aiuto del primo sistema di monitoraggio flash della glicemia senza bisogno di pungersi il dito. Un sistema sottocutaneo simile ad un cerotto (sensore) rileva la glicemia costantemente permettendo al diabetico di costruire un proprio profilo glicemico giornaliero. Questo è un altro passo in avanti in attesa che la tecnologia permetta un domani di superare anche la barriera delle iniezioni sottocutanee di insulina.

 

 

Per prenotare una Visita Diabetologica con il Dott. Mingardi Roberto – Diabetologo Direttore Sanitario della Casa di Cura Villa Berica, contattare il numero 0445372205 o compilare il form a lato della pagina.

Ricordiamo che è sempre attivo il servizio di prenotazione tramite applicazione per smartphone.