L’otite del bambino: come riconoscerla e curarla? 

L’otite media è una patologia dell’orecchio molto frequente nel bambino, si stima infatti che più del 80% dei piccoli pazienti svilupperà almeno un episodio nei primi tre anni di vita.
Un terzo di questi bambini inoltre presenta episodi di otite ricorrente.
Fattori molti comuni che possono favorire lo sviluppo dell’otite possono essere l’aumento di dimensioni del tessuto adenoideo (ipertrofia), la rinite allergica, o alterazioni della conformazione scheletrica del massiccio faciale come il palato stretto.
Si rivela importante essere tempestivi, così da evitare possibili danni. Quindi, come riconoscere e curare l’Otite del bambino?

Abbiamo rivolto alcune domande al Dott. Lovato Andrea, Specialista in Otorinolaringoiatria e Professore a Contratto presso l’Università di Padova.

Come possono i genitori sospettare la presenza di un’otite?

Per prima cosa bisogna spiegare che ci sono vari tipi di otite, alcuni più “semplici” da identificare ed altri meno.

L’otite media acuta è caratterizzata da una infezione dell’orecchio (da parte di virus o batteri) ed il sintomo principale è il dolore.
Il bimbo con otite acuta piange, si tocca di frequente l’orecchio incriminato, non dorme e non gioca. Può presentarsi anche la “otorrea” cioè una fuoriuscita di pus giallastro dall’orecchio infetto.

Più subdola è l’otite media effusiva: in questo caso c’è un versamento di muco all’interno del timpano senza infezione e senza dolore.
I sintomi sono il calo uditivo (il bambino non risponde se chiamato, alza il volume della televisione), la chiusura nasale e una respirazione a bocca aperta.

Molto importante è identificare anche questa otite, perché se non curata adeguatamente può diventare cronica con possibile calo uditivo anche da adulto.

Quale esami e quale terapia per l’otite del bambino?

Nel sospetto di un quadro di otite, il bambino deve fare una visita otorinolaringoiatrica ed una Impedenzometria (esame che valuta la motilità del timpano).
L’esame dell’udito può essere eseguito nel caso lo specialista sospetti perdite importanti, o nel caso di mancato miglioramento al controllo.

La maggior parte delle otiti nascono da un problema nasale (raffreddori ricorrenti, stenosi nasale da ipertrofia adenoidea): la tuba di Eustachio è un canalino che mette in comunicazione il rinofaringe (la parte posteriore del naso) con l’orecchio, se questa comunicazione va in crisi si possono sviluppare le otiti.

La prima terapia delle otiti è quindi quella nasale mediante lavaggi nasali e spray anti-infiammatori specifici.
Se presente una infezione (otite media acuta), alla terapia nasale può essere associata anche una terapia antibiotica per bocca.

Qual è lo spazio della chirurgia o di altri trattamenti?

La chirurgia va riservata ai casi in cui la terapia nasale non sia efficacie, in genere una minoranza dei bambini deve essere operato. Oppure in presenza di un aumento di volume molto importante di adenoidi e tonsille; questi casi si associano ad apnee notturne (il respiro del bambino si blocca per qualche secondo e poi riprende) con russamento.

Attenzione va posta anche alle caratteristiche mascellari e mandibolari, in quanto una anomalia anatomica come il palato stretto può favorire le otiti.
In questi casi, deve esserci una buona collaborazione tra otorinolaringoiatra e odontoiatra come avviane nel nostro Poliambulatorio.

 

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