Il dottor Marco Inama, con all’attivo più di mille interventi, esperto in Chirurgia addominale laparoscopica 3D e mininvasiva parla di Chirurgia sui tumori del colon e del retto

 

Tempi di recupero molto più brevi, meno dolore e risultati che non hanno nulla da invidiare alla chirurgia del “taglia/cuci”. I tumori del colon e del retto fanno un po’ meno paura da quando possono essere trattati con la chirurgia del terzo millennio, che si avvale di immagini in 3D e usa tecniche mininvasive. Fra i paladini di queste nuove tecniche il Dottor Inama Marco, 39 anni, uno degli Specialisti di Poliambulatori San Gaetano, da poco ammesso come membro dell’American College of Surgeons.

La sua qualifica è di Chirurgo Generale e Dottore di ricerca in Bioingegneria. La sua specializzazione la Chirurgia addominale laparoscopica 3D e mininvasiva. «Negli ultimi 15-20 anni – ricorda il professionista, Dirigente Medico del reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, con all’attivo più di mille interventi come primo operatore – la tecnologia ha fatto passi da gigante.
Si parla di robot, ma soprattutto di laparoscopia tecnica che prevede interventi chirurgici addominali, anche molto complessi, fatti attraverso piccoli buchi, che permettono di lavorare con una telecamera».

 

Quali sono i vantaggi di queste tecniche Chirurgiche?

La lista dei vantaggi è lunga: «È ridotto in maniera sensibile il dolore e il paziente può tornare a fare la vita di prima in tempi molto più rapidi».
Soprattutto: «Dopo aver usato questa tecnica per una ventina d’anni, si è visto che i risultati oncologici sono sovrapponibili, se non migliori, rispetto alle tecniche usate in precedenza».
Risultati migliorati ulteriormente da cinque anni a questa parte, ossia da quando è stata introdotta la visione in 3D: «Il Chirurgo indossa gli occhiali – spiega il dottor Inama – che attraverso una telecamera gli permettono di vedere in uno schermo, con una visione accurata della profondità. Poter operare in 3D è molto importante perché permette di fare interventi molto più difficili». Proprio a questa tecnica il Dottor Inama ha dedicato il suo Dottorato di Ricerca, conseguito nel 2018 al Politecnico di Torino, con uno studio che aveva lo scopo di valutare i risultato della laparoscopia 3D nei tumori del colon e del retto e contemporaneamente di valutare se la visione 3D potesse determinare uno stress visivo al chirurgo che la utilizzava.

«I risultati sono stati positivi su entrambi i fronti – racconta – abbiamo appurato che gli interventi fatti con laparoscopia 3D sono di altissimo livello e non è emerso che il Chirurgo che utilizza il 3D abbia uno stress visivo maggiore rispetto alla laparoscopia tradizionale». I tumori del colon e del retto sono fra i più frequenti.

 

Ci sono dei sintomi che potrebbero far pensare al paziente ad un tumore al colon e al retto?

Proprio per questo ci sono dei campanelli a cui sarebbe bene prestare attenzione: «I pazienti con familiarità e una storia di stipsi cronica hanno un rischio più alto. Vanno prese in considerazione anche le perdite di sangue o modifiche della funzione intestinale. Quando si aggiungono inappetenza e improvvisa perdita di peso, è possibile che il tumore sia già in fase avanzata». Ecco perché di fronte a questi sintomi è consigliabile fare accertamenti.

Proprio nell’ottica della prevenzione la Regione Veneto propone una campagna di screening per la ricerca del sangue occulto nelle feci che fa ripetere ogni due anni, alla popolazione fra i 50 e i 69 anni. «È uno screening efficace, ma non preciso al 100 per cento – spiega il Medico – quando una persona ha sangue occulto negativo, ma un alvo irregolare, unito a inappetenza, una colonscopia può essere necessaria dopo valutazione Chirurgica». «Se dovesse essere diagnosticato il tumore – suggerisce il Medico – prima di decidere la strategia terapeutica, è opportuno inquadrare bene il problema attraverso una Tac stadiazione in tutto il corpo. Utile per capire se possono essere già presenti delle metastasi.

 

Come si interviene in caso di tumore?

In base alla posizione del tumore poi si può decidere se fare l’intervento subito o procedere prima con delle terapie neo adiuvanti (chemioterapia e radioterapia) che hanno l’obiettivo di aggredire il tumore in modo da renderlo più debole e migliorare così i risultati chirurgici».
Di buono c’è che il paziente viene messo in piedi il giorno dopo l’intervento e la ripresa dell’alimentazione inizia il giorno successivo. La degenza media è di 5-6 giorni e dopo due settimane la qualità di vita diventa quella di prima.

«In questo percorso – conclude il Dottor Inama – il paziente non è seguito da un solo Specialista, ma da un team multidisciplinare formato da radiologo, oncologo, fisioterapista, chirurgo, psicologo e il case manager, un infermiere super specializzato, che lo segue anche dopo le di- missioni».

 

 

Per prenotare una Visita di Chirurgia con il Dott. Inama Marco, contattare il numero 0445372205 o compilare il form di contatto per ulteriori informazioni.

Ricordiamo che è sempre attiva la prenotazione tramite l’app ufficiale di Poliambulatori San Gaetano.