Lo scorso 17 Maggio si è celebrata la Giornata contro l’Ipertensione Arteriosa. L’iniziativa, promossa da World Hypertension League, in Italia è stata sostenuta da SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa con il patrocinio di ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari Onlus. L’ipertensione aumenta la probabilità di infarto, ictus, aterosclerosi e trombosi. Abbiamo fatto alcune domande al  Dott. Dal Lin Carlo, Specialista in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare.

Dottore, cos’è l’ipertensione arteriosa?

Partiamo da un concetto base: la pressione. La pressione è la forza con cui il cuore spinge il sangue nelle arterie per far arrivare ossigeno e nutrimento a tutte le cellule del nostro corpo. L’ipertensione arteriosa invece, è un’alterazione persistente della pressione. 

Quali sono le possibili cause di ipertensione?

L’ipertensione può essere causata da una malattia (per esempio del rene, della tiroide, delle ghiandole surrenali). In altri casi ancora la causa dell’ipertensione è ascrivibile a restringimenti localizzati delle arterie (coartazione aortica, stenosi dell’arteria renale). L’ipertensione arteriosa può a sua volta provocare altre patologie come ad esempio trombosi, aneurismi, emorragie, ictus cerebrale, scompenso cardiaco, arresto cardiaco. Quando il sangue viene trasportato nel nostro organismo con una pressione eccessivamente alta per lungo tempo gli organi si deteriorano e aumenta la probabilità di comparsa delle patologie sopra descritte.

Quali sono i possibili danni gravi che l’ipertensione può causare?

Se non riconosciuta l’ipertensione può danneggiare le arterie e gli organi.

In particolare, per quanto riguarda gli organi, gli effetti più gravi sono:

1) a carico dei reni: insufficienza renale;

2) a carico del cuore: infarto e insufficienza cardiaca;

3) al cervello: ictus cerebrale e demenza.

Come si cura l’ipertensione arteriosa?

L’obiettivo terapeutico mira alla riduzione dei valori pressori e del rischio di ammalarsi di altre malattie. cardiovascolari. La riduzione della pressione può essere ottenuta con opportuni provvedimenti comportamentali e con la somministrazione di specifici farmaci.

 Le misure comportamentali prevedono:

  • aumento dell’attività fisica (camminare, andare in bicicletta, palestra)
  • riduzione del peso corporeo con una adeguata dieta ipocalorica nel caso di obesità
  • riduzione del consumo di sale con i cibi.
  • percorsi per gestire lo stress mentale; vivere sempre sotto tensione infatti può far alzare la pressione arteriosa.

Questi provvedimenti richiedono però un costante impegno da parte del paziente affinché siano effettivamente efficaci. 

Quali sono i farmaci che abbassano la pressione arteriosa?

Esistono diversi tipi di farmaci antiipertensivi, ciascuno dei quali agisce attraverso meccanismi diversi. Le categorie più importanti sono:

  • i diuretici
  • i bloccanti del sistema renina – angiotensina
  • i calcioantagonisti
  • i betabloccanti
  • gli alfabloccanti
  • gli antiadrenergici centrali

È importante segnalare che non sempre è sufficiente l’assunzione di un solo farmaco per ottenere un buon controllo pressorio. Spesso si deve ricorrere ad una terapia di associazione, che prevede l’assunzione di due o più farmaci. 

Presso il nostro centro è a disposizione l’ambulatorio di Cardiologia. Le visite cardiologiche sono effettuate dal Dott. Dal Lin Carlo, Specialista in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare.