La cataratta è un disturbo che colpisce prevalentemente le persone anziane, si stima che dall’età di 80 anni la metà dei soggetti ne soffrano o ne abbiano sofferto in precedenza. Possono essere interessati entrambi gli occhi o colpire solo uno, il disturbo si presenta in modo lento e graduale, ecco un motivo per intervenire subito facendo una visita specialistica.

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Francesca Guidolin, medico chirurgo specializzata in oculistica, collaboratrice del Poliambulatorio San Gaetano di Thiene.

Quali sono i sintomi?

La cataratta si può manifestare con un calo dell’acuità visiva, percepito come progressivo offuscamento o annebbiamento. Le luci forti come i fari delle macchine possono creare abbagliamento, specie notturno. Spesso anche la percezione dei colori risulta alterata, più giallastra-brunastra. Talvolta la cataratta può far vedere doppio o anche triplo con l’occhio interessato, a causa dei fenomeni di diffrazione della luce che sono responsabili anche dell’abbagliamento.

Esiste un solo tipo di cataratta?

No, la cataratta può svilupparsi nella parte centrale o periferica del cristallino, o in una zona vicina al punto nodale dell’occhio, determinando maggiore o minore discomfort visivo. Inoltre non esiste solo la cataratta nell’anziano ma anche tipologie di cataratte, come quelle secondarie a malattie metaboliche (ad esempio, l’età di incidenza della cataratta è inferiore nei soggetti diabetici rispetto ai non diabetici), all’uso prolungato di farmaci steroidei, a traumi, ad infiammazioni oculari, per non parlare delle cataratte congenite che si presentano alla nascita.

E’ sempre necessario operare?

Grazie alla maggiore attenzione delle persone per la propria salute, spesso la diagnosi di cataratta viene fatta precocemente. Generalmente si aspetta ad operare quando vi è un disturbo visivo significativo (intendendo un calo visivo di circa 5-6/10). Si cerca comunque di non posticipare troppo l’intervento perchè cataratte troppo avanzate sono più a rischio di complicanze durante l’intervento. In alcuni casi specifici, per motivi di salute oculare, si propone l’operazione anche con acuità visiva migliore.

Quali sono le ultime tecnologie a disposizione?

Da molti anni la chirurgia della cataratta è mininvasiva, cioè si utilizzano strumenti molto piccoli introdotti attraverso incisioni inferiori ai 2,5 mm, che non richiedono normalmente punti di sutura. Recentemente, il laser a femtosecondi può essere usato per compiere alcuni passaggi dell’intervento (incisioni corneali, incisione della capsula anteriore del cristallino, frammentazione del nucleo del cristallino), rendendoli più precisi e standardizzati. La chirurgia viene poi completata con gli strumenti mininvasivi usati negli interventi standard.

Molta innovazione vi è invece nelle lenti intraoculari che vengono impiantate a seguito dell’estrazione della cataratta: si tratta di lenti pieghevoli che vengono iniettate attraverso i piccoli accessi corneali già presenti. Tali lenti correggono difetti sferici (miopia, ipermetropia) ed astigmatismi corneali medio-elevati. In casi molto selezionati esiste la possibilità di impiantare lenti multifocali per la correzione della presbiopia.

Che cosa succede dopo l’intervento?

Si esce dalla sala operatoria con una benda a protezione dell’occhio operato. La benda dal giorno dopo non va più portata e si deve seguire una precisa terapia postoperatoria in colliri, che dura all’incirca un mese e mezzo-due. E’ utile portare degli occhiali scuri per abituare l’occhio alla maggiore luminosità. Dopo circa un mese e mezzo le incisioni corneali sono stabilizzate e quindi con una visita oculistica si può controllare la refrazione risultante, ovvero se vi è il bisogno di portare occhiali per vicino e/o per lontano.

La cataratta può ritornare?

Il cristallino, una volta tolto, non si rigenera, ma alcune cellule presenti sulla sua capsula (che resta a fine intervento per permettere l’alloggiamento della lente intraoculare artificiale) possono proliferare e creare un’opacità dietro la lentina, che viene chiamata “cataratta secondaria”. I sintomi sono comparabili a quelli della cataratta. In tal caso non è necessario ritornare in sala operatoria, ma è sufficiente un piccolo intervento laser ambulatoriale.