18/07/2021

Il caldo e l’afa possono mettere a rischio il cuore e la pressione: i consigli del Cardiologo Bassan per un’estate senza brutte sorprese

 

Affrontare il grande caldo non è facile per nessuno, soprattutto quando il colonnino del mercurio va ampiamente oltre i 30 gradi, come è accaduto nella prima parte del mese di luglio. Lo è un po’ di più per chi ha disturbi al cuore e deve ricorrere ai farmaci per mantenerlo in equilibrio.

«Se normalmente viene raccomandato un ricorso regolare ai farmaci – spiega il cardiologo Luciano Bassan – chi soffre di ipertensione deve avere l’accortezza di fare dei controlli durante i mesi estivi» Questo perché il caldo, per effetto della Vasodilatazione, tende ad abbassare la pressione e può essere quindi necessario ridurre se non addirittura sospendere la terapia, soprattutto se si tratta di diuretici.

«L’importante – precisa lo specialista – è che la decisione non venga mai presa autonomamente, ma solo dopo aver consultato il medico».

 

Quali sono i sintomi a cui prestare attenzione?

Sudore e spossatezza sono i primi sintomi a cui prestare attenzione, ma si possono manifestare pure «vertigini e veri e propri svenimenti – spiega il dottor Bassan – tutti sintomi che potrebbero ricondurre alla pressione bassa». Ma sono anche altri i segnali da non sottovalutare in questo periodo.
«Se si gonfiano le gambe e compaiono edemi o diminuisce la quantità di urina, significa che qualcosa non funziona. Quando poi manca il respiro anche a riposo, nelle ore notturne, e per riuscire a dormire bisogna ricorrere a due o tre cuscini, è un chiaro sintomo che qualcosa non va».

 

Quali rischi si corrono senza i dovuti controlli?

Il rischio maggiore, secondo il dottor Bassan «si corre quando, alla comparsa di valori pressori alti, soprattutto se si va in montagna, si decide autonomamente di ricorrere ad un farmaco. Questo può essere molto dannoso – spiega – perché la pressione si alza per un paio d’ore, anche come conseguenza di uno sforzo o di un’arrabbiatura. Questo provoca agitazione e la fa alzare ulteriormente. Accade però che l’effetto del medicinale continua anche per 10-12 e c’è il rischio che la pressione si abbassi più del dovuto».

 

Esiste la vacanza ideale per un cardiopatico?

«La vacanza ideale per chi soffre di cuore – suggerisce il cardiologo – è preferire i luoghi freschi e, se proprio si deve andare a mare, evitare di esporsi al sole e uscire a camminare nelle ore più calde e dopo i pasti».
Importante non dimenticare di mettere in valigia tutti i farmaci necessari a coprire il periodo dedicato alla villeggiatura e, soprattutto, non prendere decisioni autonomamente. Meglio fare una Visita Cardiologica prima di partire per non rischiare sorprese.
Anche l’attività fisica va fatta con moderazione: «Meglio ricavarsi uno spazio al mattino presto o alla sera e senza voler stabilire il proprio record personale: la regola è tornare a casa avendo ancora un po’ di fiato».

 

Alcuni consigli che tutti possono mettere in pratica?

Bere molta acqua, rigorosamente naturale, evitare le grandi abbuffate, vestirsi con tessuti naturali e uscire solo nelle ore più fresche rimangono le regole auree per affrontare queste torride estati. Regole che valgono per tutti e ancora di più per i cardiopatici.

Se la salute comincia dalla tavola, mai come nei mesi più caldi è importante scegliere cibi leggeri: «Suggerisco frutta e verdura, evitando o riducendo carboidrati e dolci». Sì, ma il gelato? «Dà un bel refrigerio, ma alla fine è zucchero ed è sconsigliato mangiarlo tutti i giorni. Se si vuole fare l’eccezione e bere una birra o mangiare una fetta di torta, magari per festeggiare qualcosa, va bene, ma non dovrebbe diventare una costante».

In fatto di abbigliamento, il medico consiglia di indossare abiti larghi,  possibilmente in fibre naturali, come lino o cotone e, quando il caldo si fa insopportabile, di concedersi anche più di una doccia al giorno «meglio senza bagnoschiuma, per non rischiare di irritare la pelle».