Quello del tumore al seno è un argomento molto sensibile e, purtroppo, sempre di stretta attualità.

Molto si è fatto e molto rimane da fare in tema di prevenzione e informazione: proprio con questo scopo, ecco qualche notizia utile che lo staff di Chirurgia Oncologica del Poliambulatorio San Gaetano, coordinato dal dott. Fabio Bassi, già Assistente Senior all’Istituto Europeo di Oncologia.

Tumore al seno: i numeri in Italia

Il tumore al seno è anche nel nostro Paese il più frequente della popolazione femminile, rappresentando circa un terzo di tutte le neoplasie diagnosticate.
Si stima che in Italia siano oltre 45.000 i nuovi casi di cancro della mammella. Oggi la guaribilità dal cancro del seno si è attestata intorno all’85-90%. Ma si potrebbe già parlare di una guaribilità del 98% se tutte le donne eseguissero i relativi previsti esami per una diagnosi sempre più precoce.

Conoscere il tumore al seno

Le cellule che costituiscono la ghiandola mammaria si riproducono continuamente, sia per generare il ricambio con nuove cellule, sia per riparare quelle danneggiate. Il processo di riproduzione e crescitacellulare è un processo molto sofisticato e regolato da alcuni geni. In condizioni di normalità tale processo avviene secondo un preciso fisiologico programma, in modo ordinato e regolare, secondo un programmato ordine.
Tuttavia l’invecchiamento ed eventuali fattori ambientali possono danneggiare questi geni, determinando una crescita incontrollata delle cellule mammarie ed il conseguente sviluppo di un tumore (cancerogenesi). Il processo di cancerogenesi avviene lentamente nel corso di molti anni. Gli esami strumentali oggi disponibili per una efficace diagnosi precoce consentono di individuare il tumore in una fase del tutto iniziale della sua crescita, quando il tumore non è palpabile e non dà segni di sé o addirittura in una fase che precede lo sviluppo del tumore infiltrante (lesione preneoplastica)

I tipi più frequenti di carcinoma mammario sono rappresentati da:

  • carcinoma duttale;
  • carcinoma lobulare.

La distinzione più importante è quella fra carcinoma invasivo (capace cioè di infiltrare i tessuti circostanti e di poter eventualmente diffondersi a distanza dando luogo a metastasi) e carcinoma in situ (che non è in grado di sviluppare metastasi).

  •  carcinoma “in situ”: le cellule neoplastiche sono confinate all’interno dei dotti mammari e dei lobuli e non invadono il tessuto circostante. Il carcinoma duttale in situ costituisce il precursore diretto del carcinoma e nella nuova classificazione istopatologica viene attualmente definito “neoplasia intraepiteliale dei dotti” (din) proprio per differenziarlo dal carcinoma. Per tale motivo le neoplasie “in situ” non danno metastasi e non necessitano, nella massima parte dei casi, di trattamenti farmacologici adiuvanti. Va pertanto considerata una diagnosi precoce soprattutto dal punto di vista prognostico;
  • carcinoma infiltrante: le cellule tumorali hanno oltrepassato la parete dei dotti e dei lobuli e penetrando nei vasi linfatici e sanguigni presenti nel tessuto connettivo di sostegno, possono diffondersi ai linfonodi o in altri organi e/o apparati.

Quali sono le terapie?

Il tumore al seno è in realtà un gruppo eterogeneo di malattie per le quali oggi abbiamo a disposizione un ampio ventaglio di opzioni terapeutiche complementari e variamente integrate tra loro, che comprendono la chirurgia, la radioterapia e le terapie bio-mediche (ormono- e chemioterapia).

La paziente che riceve una diagnosi di carcinoma della mammella sarà seguita da un team di medici specialisti composto dal radiologo, chirurgo senologo, anatomo-patologo, oncologo, radioterapista, chirurgo oncoplastico e psicologo che valuterà dettagliatamente sulla base delle dimensioni e caratteristiche biologiche del tumore e delle condizioni di salute della paziente, quale sia la strategia più efficace in termini di guarigione e migliore qualità di vita.

Per informazioni o per prenotare una visita basta chiamare lo 0445/372205 o scrivere alla mail polisangaetano@tiscali.it.

 

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