La colposcopia è un esame diagnostico eseguito principalmente per prevenire e diagnosticare precocemente tumori al collo dell’utero. Tuttavia, può essere eseguito in tutti i casi in cui si voglia osservare attentamente i genitali femminili.

La colposcopia permette la visione ingrandita della cervice uterina, della mucosa della vagina e del collo dell’utero.
L’esame viene effettuato mediante l’uso di un colposcopio, strumento che consente la visione ingrandita del collo dell’utero permettendo al medico di rilevare eventuali anomalie, lesioni o alterazioni che potrebbero sfuggire ad un visione a occhio nudo. Qualora durante l’esame di colposcopia vengano evidenziate anomalie in qualche area oggetto di esame, è possibile effettuare una biopsia, ovvero un piccolo prelievo di tessuto che sarà poi analizzato in laboratorio.

In quali casi è indicata la colposcopia?

Le principali indicazioni all’esecuzione della colposcopia sono:

  • Un riscontro anomalo a seguito di un Pap test
  • Il sospetto delle presenza di infezioni o altre malattie a trasmissione sessuale come ad esempio herpes genitale, verruche genitali, sifilide ecc.
  • Individuazione durante la visita ginecologica di eventuali irregolarità del collo dell’utero, lesioni o polipi.

La colposcopia non è un esame doloroso e dura circa 20 minuti. In alcuni casi è possibile avvertire un senso di formicolio o, nel caso in cui venga effettuata una biopsia, percepire un fastidio come una piccola puntura.

Come prepararsi alla colposcopia

Non ci sono particolari indicazioni di cui tener conto, basta osservare alcuni piccoli accorgimenti. Non bisogna ad esempio utilizzare tamponi vaginali e creme vaginali nelle 48 ore precedenti l’esame e sarebbe preferibile astenersi dall’avere rapporti sessuali. Inoltre, l’esame colposcopico non può essere effettuato in un periodo del ciclo in cui ci siano mestruazioni o perdite ematiche: questi fattori, infatti, possono alterare la superficie del collo dell’utero impedendo una corretta visione di quest’ultimo.