Svelare i nostri segreti più intimi è sempre un po’ imbarazzante, soprattutto quando il nostro interlocutore è una persona che non conosciamo. Per superare l’imbarazzo dobbiamo pensare che il ginecologo è un medico pronto ad aiutarci, non certo li per aumentare il nostro disagio. Abbiamo pensato alle domande più frequenti che le donne si confidano tra loro, senza ottenere però una risposta medica.

Il nostro interlocutore è il dottor Vincenzo Tinelli, specialista in ginecologia e ostetricia presso il Poliambulatorio San Gaetano di Thiene.

Dottore, sento un forte prurito e bruciore alla vagina, quale può essere la causa di questo disturbo?

La richiesta costituisce il motivo che più frequentemente spinge la donna a consultare il ginecologo.

Nella ragazza e nella donna adulta le condizioni più frequenti in causa sono le vulvovaginiti, provocate da infezioni da parte di microorganismi patogeni che si trovano in vagina o da malattie sessualmente trasmesse. Ma possono riconoscere anche cause non infettive, più frequenti in donne in postmenopausa, come le vulvovaginiti e le cistiti da carenza cronica di estrogeni.

Importante l’approccio con una visita accurata con accertamenti laboratoristici (tampone vaginale e pap test) per orientare in modo preciso la diagnosi.

Le vaginiti non infettive possono essere dovute all’uso di sostanze chimiche o allergeni, come lavande vaginali, corpi estranei (assorbenti, preservativi…). Possono essere anche dovute all’uso, talora eccessivo inadeguato, di saponi, creme o indumenti particolarmente stretti (dermatiti da contatto).

Sono tormentata dalla Candida, quando arriva prendo di tutto, creme, ovuli, compresse. I disturbi passano, ma dopo un po’ si ripresentano. Esiste una cura definitiva?

Il 70/75% delle donne va incontro almeno una volta nella vita, specie in età fertile ad una vulvovaginite micotica o candida. Di queste il 45% va incontro ad una recidiva e l’8% ad una forma ricorrente.

In questo ultimo caso è necessario ricorrere all’identificazione colturale per non incorrere nell’errore da ritenere affette da vaginiti ricorrente da Candida donne in realtà affette da dermatite atopica o vulvite atrofica.

Le forme ricorrenti richiedono un trattamento prolungato per 6 mesi per via orale oltre che inizialmente per via locale, coinvolgendo sempre il partner.

Un anno fa ho sofferto di cistite. Da quel giorno la mia vita è cambiata, mi torna in continuazione rendendomi spesso nervosa. Non posso continuare ad assumere antibiotici, c’è un altro rimedio, definitivo, al mio problema?

Bisogna che il ginecologo faccia un’accurata anamnesi e visita usando esami strumentali (ecografiadella vescica) e laboratoristici (esame urine con urinocoltura e antibiogramma).

Particolarmente fastidiosa la cistite dovuta all’infezione vescicale da Escherichia Coli, che è responsabile dell’80% delle infezioni. Per cui è necessaria una accurata diagnosi con terapia adeguata che riguarda anche la colonizzazione intestinale per cui si usano fermenti lattici per normalizzare la flora batterica intestinale, nozione ormai largamente conosciuta da molte persone.

Se è ricorrente, utile l’uso di D mannosio, zucchero che, assunto per bocca, viene liberato intatto nelle urine e si lega ai batteri e li porta all’esterno con la minzione.

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