Se l’articolazione “scricchiola” la protesi può cambiare la vita

I consigli del dottor Andrea Martini, 6 mila interventi eseguiti per protesi di anca e ginocchio.

«Con il passare del tempo e l’allungamento dell’età media della vita, la testa continua a ragionare, il cuore continua a battere, ma le articolazioni finiscono con il consumarsi, soprattutto se sono state ben sfruttate, magari con intensa attività sportiva». È più o meno questa la spiegazione che danno gli ortopedici a chi lamenta dolori al ginocchio o all’anca, ma in misura minore possono essere interessate anche spalla a caviglia, e vede compromessi i movimenti che fanno parte della quotidianità.

Là dove la natura mostra qualche falla, e quando gli antinfiammatori, la fisioterapia e le infiltrazioni risultano inefficaci, arriva in aiuto la chirurgia, che può permettere davvero di recuperare in tempi rapidi la totale funzionalità, per periodi anche molto lunghi.

Come si riconoscono i primi campanelli d’allarme?

Forte di oltre seimila interventi eseguiti come primo operatore, il dottor Andrea Martini, specialista in ortopedia e traumatologia, esperienza e formazione all’istituto Rizzoli di Bologna e oggi uno degli esperti di Poliambulatori San Gaetano di Thiene, si sente di rassicurare chi dovesse accusare questo genere di sintomi: «Il campanello d’allarme – spiega – dovrebbe scattare quando un paziente ha un dolore continuo o subcontinuo all’anca o al ginocchio, associato quasi sempre a una riduzione del movimento dell’articolazione, che rende difficile anche una manovra semplice come allacciarsi le scarpe. O quando, oltre al dolore al ginocchio, si rende conto che fa fatica a fletterlo o stenderlo del tutto. O ancora se, nella sua testa, il paziente arriva a dire: sto così male che non ho più voglia di camminare. Ecco che si può decidere di sostituire l’articolazione dolorante con la protesi».

A quale età le articolazioni di ginocchio ed anca si logorano?

Di solito accade fra i 65 e i 75 anni, l’età in cui viene effettuato il maggio numero di interventi «Ma può capitare anche prima – precisa il professionista – soprattutto se abbiamo di fronte uno sportivo, o più avanti negli anni, in persone molto in gamba, che hanno alte richieste funzionali».

Quanto dura negli anni una protesi?

Il dubbio, comune a tutti, è: quanto dura la protesi? E anche qua la risposta è di quelle che possono tranquillizzare: «Indagini fatte su pazienti operati vent’anni fa – precisa il dottor Martini – dicono che la protesi non ha problemi in oltre il 90 per cento dei casi. Rispetto a 30-40 anni fa poi, anche l’eventuale sostituzione non rappresenta un problema». Se insomma l’obiettivo è eliminare il dolore e tornare a camminare senza zoppicare, la chirurgia è il mezzo migliore per centrarlo.

Quanto tempo per la convalescenza?

«Fare una protesi comporta un ricovero medio di 5-7 giorni – precisa l’ortopedico – l’intervento dura poco più di un’ora e già dal giorno successivo si comincia a camminare, aiutandosi con due bastoni».

Ci sono controindicazioni per la protesi?

Controindicazioni? «Nessuna, se non quelle legate all’anestesia. Di solito si sceglie quella spinale, ma per chi non vuole vivere il clima della sala operatoria si può ricorrere alla sedazione con iniezione endovenosa che permette al paziente di dormire senza accorgersi di quello che sta succedendo».
Eventuali complicazioni da mettere in preventivo, ma in percentuale sempre più marginale, sono quelle tipiche di tutto gli interventi: possibilità di infezione, trombosi o una protesi malmessa, ma qua dipende molto dall’abilità del chirurgo e dall’affidabilità della struttura.

Quanto dura il dolore dopo la protesi al ginocchio e anca?

«Un grande obeso magari – sottolinea il dottor Martini – può avere una convalescenza rallentata, ma dopo si può riprendere davvero una vita normale». Certo, magari non fare attività fisiche estreme, perché c’è il pericolo di provocare una lussazione all’anca «ma ho un amico che gioca regolarmente a basket, nonostante la protesi. L’unico limite è che quando si ha una protesi al ginocchio si perde qualche grado di flessione. Ma il problema è già presente quando un paziente si presenta per essere operato».

 

Presso Poliambulatori San Gaetano di Thiene e Schio è possibile prenotare la Vista Ortopedica senza tempi d’attesa.