Abbiamo rivolto alcune domande sul trattamento chirurgico dell’ernia del disco al Dott. Riccardo Ghermandi, Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, nel Reparto di Chirurgia Vertebrale a indirizzo oncologico e degenerativo diretto dal Dott. Alessandro Gasbarrini.

Dottore, parliamo di ernia del disco lombare: di cosa si tratta?

L’ernia del disco lombare, condizione tipica del giovane-adulto, è caratterizzata dalla fuoriuscita del nucleo polposo o di parte di esso, dal disco intervertebrale. Il disco intervertebrale, che, come dice il nome, si trova in mezzo a 2 corpi vertebrali contigui, rappresenta una sorta di cuscinetto che ha il compito di ammortizzare le sollecitazioni meccaniche a cui è sottoposta la colonna a livello lombare.
L’ernia del disco può determinare un conflitto con le radici nervose che fuoriescono dal canale vertebrale provocando dolore non solo a livello della colonna vertebrale ma anche e soprattutto a livello degli arti inferiori nel territorio di distribuzione della radice nervosa compressa.

Qual è l’approccio diagnostico?

La diagnosi di ernia del disco è innanzitutto clinica. Durante la visita ambulatoriale con il medico specialista, viene effettuata:

• una valutazione della forza degli arti inferiori
• una valutazione della sensibilità degli arti inferiori e della sella
• l’esecuzione di specifiche manovre per valutare le radici nervose
• una valutazione dei riflessi (riflesso rotuleo, achilleo e medio plantare)
• una valutazione della deambulazione (per esempio possibilità di marciare senza difficoltà sulle punte e sui talloni)

Nel sospetto clinico di ernia del disco lombare è poi opportuno eseguire una risonanza magnetica al fine di ottenere la migliore visualizzazione possibile del disco, del canale vertebrale e delle radici nervose. Per lo studio delle patologie degenerative della colonna non occorre completamento dell’indagine con mezzo di contrasto.

Qual è l’approccio terapeutico all’ernia del disco?

Il trattamento terapeutico è inizialmente conservativo e prevede l’abbinamento di terapia farmacologica (es. cortisone, antinfiammatori e antidolorifici) e fisioterapia (rieducazione posturale, stretching, rinforzo della muscolatura del tronco). Tale trattamento, in caso di graduale e progressivo miglioramento clinico può essere proseguito anche per diverse settimane.

Nei casi in cui invece il trattamento conservativo fallisca, ad esempio quando si è in presenza di un deficit neurologico e funzionale persistente/ingravescente o quando il dolore è mal controllato dalla terapia medica, è indispensabile intraprendere la strada del trattamento chirurgico.
L’intervento di erniectomia può essere eseguito con eventuale ausilio del microscopio o con tecnica mini-invasiva video endoscopica.
La metodica mini-invasiva video-endoscopica, da noi preferita, permette di ridurre al minimo lo stress chirurgico su cute, sottocute e muscoli (l’incisione è di dimensioni pari al diametro di una moneta da 2 euro e l’approccio alla vertebra e al disco avviene per via smussa senza tagliare i muscoli) e di eseguire tutte le fasi dell’intervento utilizzando una piccola telecamera che proietta, ingrandendole, le immagini sul monitor dedicato.

Il normale decorso post operatorio prevede il recupero della stazione eretta, della deambulazione e in casi selezionati addirittura la dimissione il giorno successivo all’intervento.
Viene consigliato poi un periodo di riposo di circa 10 giorni a cui deve obbligatoriamente seguire un percorso di tipo riabilitativo finalizzato al completo recupero funzionale.

A chi rivolgersi

La valutazione clinica viene eseguita in ambito ambulatoriale anche presso Poliambulatori San Gaetano. Il Dott. Riccardo Ghermandi effettua mensilmente consulenza presso il nostro centro ed è possibile fissare un appuntamento per un consulto compilando il form a lato o chiamando lo 0445 372205.

L’eventuale trattamento chirurgico viene eseguito presso il Reparto di Chirurgia Vertebrale a indirizzo oncologico e degenerativo diretto dal Dott. Alessandro Gasbarrini all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.