Un approfondimento sul tema con la Dott.ssa Daniela Garbin, Ginecologa anche presso Poliambulatori San Gaetano.

Novità importanti per le mamme in gravidanza: i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) approvati nel gennaio del 2017 e pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo dello stesso anno, tolgono l’esenzione per l’ecografia del terzo trimestre. I motivi di questa scelta sono molteplici, non solo per un risparmio sanitario (come sembra ovvio), ma anche per la presunta inutilità di questo esame, come suggeriscono i dati di letteratura. Per saperne di più ed avere un giudizio su questa nuova normativa, abbiamo incontrato la dott.ssa Daniela Garbin, Dirigente Medico all’Ospedale di Santorso (VI) al dipartimento materno-infantile. Un curriculum di tutto rispetto e una presenza importante nello staff di Poliambulatori San Gaetano di Thiene, Vicenza.

Perché togliere la terza ecografia?

Perché è un parametro non attendibile della crescita fetale, in quanto identifica solo fino al 30% dei casi di ridotta crescita – spiega la d.ssa Garbin – . I casi più gravi di ritardo di crescita si verificano prima delle 32 settimane, spesso con sintomi di gestosi. Diversamente, il ritardo di crescita tardivo si verifica più tardi di questa tempistica, ed è molto difficile da diagnosticare, sebbene sia responsabile di circa la metà delle morti perinatali. Per avere una valutazione accurata della crescita, si dovrebbe quindi non togliere la terza eco, ma addirittura inserirne un’altra, da fare intorno alle 36 settimane.

Un altro motivo per togliere la terza ecografia può essere quello di liberare risorse economiche per le prime due ecografie, soprattutto nelle realtà territoriali dove trovare appuntamento a tutte le gestanti può essere difficile. Spesso la donna nel corso dei tre mesi esegue molte più ecografie di quanto necessario, ma è importante distinguere se si tratta di ecografia office (cioè solo di battito cardiaco fetale, posizione, placenta), oppure se sono esami refertati in modo completo, con biometria e stima del peso.

Ci pare di capire che lei nutre dubbi sull’eliminazione della terza ecografia, perchè?

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Perché togliendo la terza ecografia si toglie necessariamente la capacità di identificare le anomalie evolutive, cioè quelle malformazioni, che non sono presenti alle 20 settimane, ma per motivi di sviluppo si possono vedere solo nel terzo trimestre. Alcune di queste anomalie comprendono: microcefalia e altre anomalie cerebrali di sviluppo, alcune malformazioni ostruttive delle vie urinarie e dell’apparato gastrointestinale, patologie delle valvole cardiache, nanismo. Patologie certo rare, ma non inesistenti.

Inoltre, si creerà una disparità tra chi si potrà permettere un’ecografia in più a pagamento e chi invece non avrà le risorse per farlo. Questa disuguaglianza è contraria ai principi di universalità del Sistema Sanitario Nazionale Italiano, che tutela in modo particolare la gravidanza, garantendo un percorso completamente gratuito per tutti.

Ma se è un passo indietro, cosa si può fare?

Ora e negli anni a venire sarà sempre più importante poter fare una valutazione all’inizio della gravidanza riguardo al rischio della singola paziente. E questo non solo in base alle caratteristiche materne (età, storia ostetrica, fumo, patologie intercorrenti), ma anche grazie allo screening per la preeclampsia, che seppure con dei limiti, può aiutare a identificare le donne a maggior rischio di ritardo di crescita.