La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata dalla comparsa di eritema e vescicole a livello delle aree coinvolte, spesso in un contesto di xerosi (secchezza) cutanea diffusa. Le lesioni sono intensamente pruriginose e l’esito del grattamento può essere l’ispessimento cutaneo (lichenificazione).

La dermatite atopica è la patologia dermatologica più frequente dell’età pediatrica: circa il 10-20% dei bambini in età scolare infatti, soffre di questa patologia. Nella maggior parte dei casi (60%) l’esordio della malattia è entro il primo anno di vita, in genere a partire dal terzo mese. Nel 30% dei casi si manifesta tra il primo e il quinto anno e solo nel 2% dei casi dopo i 10 anni. Abbiamo rivolto alcune domande alla Dott.ssa Ilaria Coati, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia – Dermatologo, per cercare di inquadrare meglio questa patologia.

Dottoressa, quali sono le principali caratteristiche della dermatite atopica?

L’eczema atopico, anche detto dermatite atopica, è una dermatosi cronica pruriginosa e infiammatoria, che alterna periodi d’esacerbazione a periodi di remissione.

La pelle affetta è infiammata ed eritematosa, può presentare vescicole, essudazione ed edema: l’infiammazione induce prurito che provoca a sua volta lesioni da grattamento lichenificazione.

Da un punto di vista clinico, si distinguono tre forme di dermatite atopica: del lattante (fino a sei mesi di età), dell’infanzia e adolescenza e dell’adulto. Questa distinzione è dovuta a una progressiva modificazione sia della morfologia delle lesioni cutanee, sia della loro localizzazione. Di norma, nella prima infanzia, la dermatite atopica si manifesta sul volto, sul collo, alle pieghe di gomiti e ginocchia. Passato l’anno l’eczema lascia le parti “convesse” del corpo per situarsi nelle pieghe, quelle dei gomiti, gambe o dietro le orecchie (quest’ultimo punto è del tutto caratteristico della dermatite atopica).

Verso i 3-4 anni, l’eczema colpirà in prevalenza le pieghe, ma anche le mani e il volto intorno alla bocca e sulle palpebre.

La secchezza della cute resta costante. Verso i 5-6 anni, scompaiono le forti esacerbazioni, ma il bambino manterrà spessissimo una cute molto secca.

Quali sono le possibile cause della dermatite atopica?

La dermatite atopica ha una etiopatogenesi complessa. Una disfunzione della barriera epidermica e l’ipereattività della pelle agli stimoli infiammatori e agli eventi immunologici, favoriscono l’insorgenza della patologia e il suo perpetuarsi.
Purtroppo le cause della dermatite atopica non sono chiare, ma si ritiene siano implicati sia fattori genetici che ambientali.

La dermatite atopica è spesso associata a patologie allergiche respiratorie (asma) e rino-congiuntiviti perché si sviluppa nel con testo della cosiddetta atopia, ovvero un terreno, una predisposizione genetica, che porta a delle reazioni eccessive agli allergeni. In particolare, si possiedono e producono in modo esagerato una classe di anticorpi chiamati immunoglobuline E (IgE). Le persone atopiche sviluppano una ipersensibilità agli allergeni che nelle persone non atopiche non provoca nessuna reazione.

Le esacerbazioni dell’eczema atopico possono essere favorite dal contatto con degli irritanti come il sapone, i detergenti, i tessuti ruvidi, alcuni alimenti, il calore e il sudore.

L’aria secca, la dentizione, alcuni cambiamenti di situazione, lo stress possono anch’essi scatenare un’ esacerbazione dell’eczema.

Come si interviene in presenza di dermatite atopica?

Le linee guida per il trattamento di dermatite atopica in età pediatrica raccomandano in primis la somministrazione di corticosteroidi topici utili a ridurre l’infiammazione; in aree particolarmente sensibili (volto e area del pannolino) si possono poi applicare altri anti-infiammatori non steroidei sempre tenendo conto dell’età e delle caratteristiche del paziente. La perdita eccessiva di acqua transepidermica tipica dei soggetti affetti da dermatite atopica, può essere contrastata dall’applicazione di creme idratanti/emollienti. Gli emollienti possono essere applicati liberamente e frequentemente (almeno 2-4 volte al giorno), senza strofinare eccessivamente la cute. E’ utile individuare una routine personale per l’adeguata igiene e cura della cute del bambino, in modo che questa divenga un’attività quotidiana regolare, da effettuare anche quando la sintomatologia è ben controllata.

È possibile prevenire questa patologia?

Ci sono alcuni accorgimenti che si possono seguire, come ad esempio:

  • l’utilizzo di emollienti subito dopo la nascita, per riparare la pelle secca e, più specificamente, la barriera cutanea, aiutando a ripristinare il suo ruolo difensivo
  • evitare il contatto on allergeni, come acari e polvere.
  • evitare agenti irritanti o secchi, come sapone, vestiti ruvidi, aria secca e temperature alte.

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