Sapete come funziona un’ecografia?

Per spiegarla in modo semplice basta paragonarla all’ eco che sentiamo quando dall’alto di una vallata emettiamo un grido verso una parete. La montagna riflette l’onda sonora e la fa tornare al nostro orecchio. Per lo stesso principio l’apparecchio ecografico emette una serie di onde sonore ad altra frequenza, gli ultrasuoni, che colpendo un organo, tornano verso la sonda (quella che il medico tiene in mano e fa scorrere sul corpo durante l’esame).

Nel caso dell’ecografia il computer trasforma i dati in immagine anatomica e noi possiamo così vedere come siamo fatti. Della sua evoluzione e dell’importanza per le diagnosi, ne abbiamo parlato con il dottor Claudio Pasini, radiologo, creatore e responsabile del Punto Ecografico dell’Ulss 6 di Vicenza, Medico nel Poliambulatorio San Gaetano di Thiene.

Dottore, oltre alle normali immagini bidimensionali è possibile ottenere con l’ecografia la tridimensionalità?

Certo, esistono delle attrezzature che consentono la ricostruzione dell’immagine in tre dimensioni anche se, a tutt’oggi, sono principalmente utilizzate in campo ostetrico. Vi sono studi in vari territori di indagine internistica, ma non credo abbiano raggiunto una credibilità nella diagnosi di organo. Va sempre ricordato che la sonda ecografica non è una telecamera nel corpo e le immagini sono risultanti fisiche (immagini digitali computerizzate) da fenomeni fisici (echi acustici da materiali non omogenei) e in più interpretati dall’uomo!

Fino a che punto un’ecografia è attendibile per una diagnosi seria, ovvero qual è la percentuale di errore?

Oggi con le attrezzature moderne possiamo dire di ottenere immagini corrette in una grande maggioranza di casi. In questo modo si afferma che la metodica è sufficientemente sicura.
Ma, come sempre in medicina, nulla è sicuro:

1° – è una metodica molto legata all’esperienza dell’operatore

2° – alla qualità dell’attrezzatura e alla sua messa a punto

3° – vi sono numerosi artefatti che, se non riconosciuti o valutati correttamente, possono indurre in errore

Essendo non invasiva è corretto dire che un soggetto può ripeterla ogni qualvolta si presenti l’esigenza?

Si, anche se un atto inutile in medicina può anche essere dannoso…
L’effetto biologico delle onde ultrasonografiche è principalmente quello di elevare la temperatura in modo ridotto e pertanto il tempo di indagine dovrà essere opportuno e corretto.

Qual è stata l’evoluzione dell’ecografo?

Ho avuto la fortuna di cominciare ad interessarmi e di innamorarmi di questa metodica nel 1977 a Ferrara durante il corso di specialità in Radiologia. L’evoluzione delle attrezzature è stato fantascientifico e forse sarei in difficoltà ad operare con le attrezzature “antiche”!

Il grande salto qualitativo è stato determinato dall’introduzione di Scan Converter digitali che hanno consentito di ottenere echi più precisi e una loro rappresentazione in tempo reale più precisa e apparentemente più facile.

Salva

Salva