La conservazione delle cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale è un settore di grande sviluppo sia dal punto di vista medico, nella cura di numerose malattie, che della ricerca scientifica. E’ importante essere al corrente di tutti gli aspetti che questo argomento comprende: dal prelievo alla loro conservazione e all’utilizzo di questi importanti “mattoni della vita”. Al Poliambulatorio San Gaetano, a questo proposito, è prevista una serata di informazione approfondita  il 17 Luglio alle 20.30 (v. evento)

Cellule Staminali: cosa sono

Le cellule staminali si differenziano dalle cellule specializzate adulte, cioè le cellule che esercitano una specifica funzione nel nostro organismo; le cellule staminali, infatti, hanno l’incredibile capacità non soltanto di rigenerare se stesse, ma di generare le cellule specifiche dei tessuti ai quali appartengono.

In virtù di questa funzione vitale e unica, le cellule staminali svolgono un ruolo fondamentale durante lo sviluppo del corpo umano sin dal concepimento. In più, le cellule staminali non muoiono una volta che il corpo umano ha completato il suo sviluppo. Alcune di esse continuano a vivere in diversi organi del nostro corpo come «riserva» e sono di importanza fondamentale nel recupero di tessuti danneggiati o degenerati. Questa loro capacità di produrre diversi tipi di cellule specializzate le rende uniche ed efficacissime per diverse terapie mediche.

Il prelievo delle Cellule Staminali dal cordone ombelicale e la loro conservazione Le cellule staminali vengono prelevate dal cordone ombelicale subito dopo il taglio, attraverso una piccola puntura effettuata nel cordone ombelicale stesso. E’ questa la procedura attraverso la quale viene prelevato il sangue ricco di cellule il quale è pronto per essere conservato nelle apposite banche. Questa pratica può essere effettuata sia nei parti spontanei che nei parti cesarei ed è totalmente sicura sia per il neonato che la donna.

La conservazione avviene attraverso il congelamento a temperature inferiori a 150 gradi sotto zero, in contenitori detti “criogenici”; la conservazione è garantita perché questi speciali contenitori vengono immersi in azoto liquido. Quando sono riportate “in vita”, le cellule staminali hanno dimostrato di essere ancora in grado di mantenere le loro virtuose caratteristiche di rigenerazione, anche a distanza di 15-20 anni.
In Italia sono presenti 19 banche pubbliche dove poter conservare le cellule staminali del cordone ombelicale: se si sceglie di usufruire di questo servizio, i genitori acconsentono all’uso eterologo delle cellule (trapianto su persone compatibili) o possono conservarlo per uso dedicato, cioè destinato a un consanguineo affetto da malattie genetiche (alcune elencate sotto).
Per un uso esclusivo delle cellule staminali per il proprio bambino ci si deve rivolgere ad alcune banche all’estero.

Cellule staminali del cordone: quali malattie curano.

Sono 80 le patologie che il Ministero della Salute ha inserito in un documento nel quale viene attestata la validità e l’efficacia del trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale, tra queste, leucemie, disordini genetici, linfomi, anemie.

Le tipologie del trapianto di cellule staminali sono due: è previsto il trapianto autologo, nel quale si utilizzano le stesse cellule della persona che affronta il trapianto, e il trapianto allogenico, quando le cellule infuse nel paziente appartengono ad un donatore (se il donatore è un parente del ricevente si parla di nel trapianto allogenico intrafamiliare).