Quando si ha la necessità di rimuovere un tatuaggio solo in parte, è indispensabile fare riferimento alle tecnologie più moderne: per esempio il laser Q-Switched, che con un numero di sedute variabile a seconda dei casi permette di ottenere risultati immediati. Questo tipo di trattamento è il solo ad essere stato approvato per la rimozione dei tatuaggi, inclusi i colori in apparenza più difficili da far sparire. L’efficacia è garantita, e – ciò che più conta – non ci sono controindicazioni neppure dal punto di vista della sicurezza.

Il Picolaser

Per la rimozione di un tatuaggio il Picolaser è la tecnologia più all’avanguardia su cui si possa contare: si tratta dell’evoluzione più recente del laser Q-Switched, visto che si avvale di impulsi 100 volte più brevi, con una durata di meno di un trilionesimo di secondo. Anche la potenza è superiore di quella dei laser Q-Switched classici.

Ovviamente, se si ha in mente di far togliere un tatuaggio non si può fare a meno di rivolgersi a un medico competente, serio e preparato, che operi in una struttura di comprovata qualità. Solo i medici possono adoperare i laser Q-Switched, sia in versione classica che in versione Pico.

I benefici offerti dal Picolaser Q-Switched

Il Picolaser Q-Switched è in grado di garantire risultati ottimali anche per la rimozione parziale di un tatuaggio. Si tratta di una tecnica laser che non lascia cicatrici e che è poco invasiva. I tempi di recupero sono ridotti e, in più, non c’è bisogno di sottoporsi ad anestesia. Poche sedute sono sufficienti per conseguire l’obiettivo; per altro, il Picolaser permette di trattare quei tatuaggi su cui non ha effetto il laser Q-switched tradizionale, anche per togliere gli aloni residui.

Il raggio laser va a colpire le particelle di inchiostro che, così, si rompono diventando ancora più piccole. Le loro dimensioni si riducono al punto che l’inchiostro viene inglobato dai macrofagi, che sono cellule del nostro organismo che operano a mo’ di spazzini.

Togliere un tatuaggio adesso è facile

Perché possa essere garantita la massima efficacia del trattamento, è necessario che il colore del tatuaggio assorba il fascio laser. Quest’ultimo si caratterizza per un’emissione estremamente veloce, in modo che l’effetto termico coinvolga unicamente il bersaglio che deve essere colpito. Questo vuol dire che i tessuti circostanti restano intatti venendo salvaguardati.

Quante sedute servono

Non si può indicare a priori il numero di sedute che occorrono, visto che ogni caso deve essere valutato a sé. Le variabili che intervengono sono molteplici: per esempio la capacità da parte delle cellule fagocitarie di rimuovere le particelle di inchiostro dopo averle catturate.

Sono decisive, poi, la profondità e la natura del pigmento, caratteristiche che in molti casi sono ignorate dal paziente. Non serve l’anestesia generale, anche perché di solito il trattamento viene tollerato senza problemi; in rare circostanze si può prevedere di impiegare una crema anestetica. La rimozione riguarda sia i tatuaggi neri che quelli colorati, con riferimento al verde, al blu e al rosso.