Visita per fertilità maschile: in che cosa consiste e quali sono gli esami per valutare l’infertilità dell’uomo

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa il 15% delle coppie, più di 1 su 10, ha problemi di fertilità, intesa come impossibilità a concepire un figlio nel corso di un anno di tentativi non protetti. In circa una coppia su due il problema è anche maschile e lo è in modo esclusivo nel 20% delle coppie.
L’infertilità maschile interessa il 7% degli uomini e sempre più spesso si tratta di giovani.
Ad occuparsi della fisiologia e della patologia dell’apparato riproduttivo e della salute sessuale maschile è l’andrologia. Rientrano nelle competenze specialistiche dell’andrologo non solo i problemi urogenitali, ma anche quelli riproduttivi e sessuali maschili come l’infertilità.

Quando sottoporsi ad una prima visita andrologica per infertilità?

La sessualità maschile ha bisogno di prevenzione e di controlli. Nonostante non esista un vero e proprio periodo fertile per l’uomo e abbia una durata maggiore che per le donne, la fertilità maschile a 50 anni e dopo i 60 anni è minore. Studi evidenziano che la capacità degli spermatozoi di fecondare un ovulo si riduce a partire dai 45 anni d’età.
Inoltre, gli stili di vita hanno contribuito a ridurre in modo significativo anche la fertilità dei giovani.
Dunque, non è tanto l’età quanto l’incapacità dell’uomo di fecondare, durante un anno di rapporti atti al concepimento, ad essere il segnale dell’esigenza di effettuare la visita specialistica andrologica per infertilità.
Spesso l’uomo arriva ad effettuare questo esame una volta che la partner femminile si sia già sottoposta ad una visita Ginecologica per verifica dell’infertilità.

Cos’è l’infertilità maschile?

Per l’uomo la maggiore difficoltà nel concepire dipende principalmente da un insufficiente numero di spermatozoi nel liquido seminale o dalla loro scarsa qualità.
Le cause sono da ricercare nella produzione insufficiente o nella natura alterata degli spermatozoi, che si traduce in:

  • ridotta motilità
  • alterata morfologia
  • DNA danneggiato

L’infertilità si distingue dalla sterilità, che è accertata quando c’è un’assenza totale (azoospermia) o insufficiente di spermatozoi nel liquido seminale, oppure quando non c’è eiaculazione (aspermia) o gli spermatozoi presenti nel liquido seminale sono morti.
L’assenza di spermatozoi nel liquido seminale o l’assenza di eiaculazione non impedisce l’individuazione di spermatozoi vitali utili al concepimento.
La visita specialistica andrologica per infertilità permette di indagare le cause che portano ad un mancato concepimento.

Visita andrologica per verifica fertilità: come si svolge?

Durante la visita andrologica l’analisi della fertilità maschile passa attraverso alcune fasi basilari:

  • anamnesi, ovvero un attento esame della storia clinica del paziente per un inquadramento generale;
  • esame obiettivo, che comprende la palpazione scrotale, la misurazione del volume testicolare e l’esplorazione rettale per la valutazione della prostata;

L’andrologo, conseguentemente ai risultati della visita, può decidere di prescrivere alcuni esami specifici. Il loro risultato può dare delle utilissime informazioni per comprendere lo stato di salute dell’uomo ed, in caso fosse necessario, per studiare come aumentare la fertilità maschile. Se il paziente avesse dubbi o domande circa l’utilizzo di integratori il medico sarà disponibile ad un confronto.

Quali test per la fertilità maschile possono essere svolti?

Esistono alcuni specifici esami per valutare la fertilità dell’uomo che lo specialista in andrologia può prescrivere al paziente così da avere un quadro completo della sua salute.

L’esame principale è lo Spermiogramma, fondamentale per la valutazione dello sperma e degli spermatozoi. Consente di valutare il volume, il pH, la concentrazione, la morfologia, la motilità, la viscosità, la presenza di autoanticorpi ed infezioni in atto. Deve essere effettuato dopo 3-5 gg di astensione dai rapporti sessuali.
L’esame del liquido seminale è particolarmente importante per la diagnosi dell’infertilità maschile: infatti dal suo esito dipendono sia la diagnosi stessa sia la possibilità di ulteriori accertamenti specialistici di secondo livello. Per questo l’esame seminale viene praticato secondo i criteri e le procedure raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Successivamente possono essere suggerite questi esami diagnostici di secondo livello:

 

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