Durante la gravidanza il corpo della donna deve affrontare numerosi cambiamenti fisiologici e anche il cuore è soggetto ad alcuni di essi.
L’invito a sottoporsi ad un controllo cardiologico è rivolto a tutte le donne, non solamente a coloro con disturbi già noti, ma è esteso anche alle pazienti sane. Spesso i campanelli d’allarme possono essere molto simili ai sintomi normalmente associati alla gestazione ma se trascurati potrebbero causare complicazioni al normale corso della gravidanza.

Rivolgiamo alcune domande al Dott. Dal Lin Carlo, Specialista in Malattie dell’apparato Cardiovascolare e Ricercatore Universitario presso l’Università degli Studi di Padova, per capire perché è importante monitorare il cuore in gravidanza.

Quali sono i sintomi che possono indicare un problema cardiovascolare?

Purtroppo, in pazienti sane non ci sono chiare spie che ci permettono di agire preventivamente.
Solitamente durante il primo trimestre della gravidanza sono considerati normali sintomi quali capogiro, fiato corto, nausea, palpitazioni e anche dolore al petto.
Proprio il dolore al petto è il sintomo che preoccupa maggiormente le donne in gravidanza ma in genere è dovuto alla pressione che l’utero in espansione, esercita premendo contro il diaframma.
Se questo dolore è persistente e non si allevia cambiando posizione o stiracchiandosi, allora è bene avvisare il medico.

Quali sono i disturbi al cuore più comuni in gravidanza?

Nella donna che aspetta un bambino, generalmente si possono riscontrare:
– vene varicose e problemi trombotici;
– diabete gestazionale;
– cardiomiopatia peripartum;
– ipertensione gestazionale;
– preclampsia;
– embolia amniotica.

Questi disturbi vengono diagnosticati dal medico attraverso un’attenta anamnesi e una approfondita visita cardiologica con eventuali accertamenti aggiuntivi.

Esiste una categoria di donne “a rischio”?

Sono sicuramente considerate a rischio le pazienti con familiarità o che hanno una predisposizione agli eventi trombotici.
Un’altra categoria a rischio è rappresentata dalle donne con alcune malattie autoimmuni, quelle che hanno già manifestato problemi tromboflebiti durante il trattamento con la pillola anticoncezionale e anche le pazienti obese.

Quali accorgimenti possono diminuire il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari durante la gravidanza?

Le indicazioni sono simili a quelle che si consigliano anche alle pazienti non in gravidanza: mantenere un’attività fisica adeguata al proprio stato di salute che sia almeno di 30min al giorno (nuoto o passeggiate sono particolarmente indicate).
Per chi è seduto per lunghi periodi alla scrivania si raccomanda la ginnastica per gli arti inferiori e in generale esercizi che aiutino il ritorno venoso verso il cuore.
Molto importante è anche l’alimentazione che permetta di mantenere un peso adeguato, che non superi un aumento di 13kg in quanto un appesantimento eccessivo predispone l’aumento del lavoro cardiaco e dei fattori tromboembolici.

 

Ricordiamo che queste sono delle indicazioni generali e di carattere informativo, per ogni dubbio è necessaria una valutazione individuale per poter diagnosticare ed intervenire su eventuali disturbi.

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