Sono numerosi i dubbi e le preoccupazioni che le donne in dolce attesa possono avere in questa fase epidemica.
Per fare un po’ di chiarezza, abbiamo rivolto alcune domande al Dott. Jorizzo Gianfranco, Medico Specialista in Ginecologia ed Ostetricia di Poliambulatori San Gaetano, Consulente del Ministero della Salute e Responsabile del Servizio di Medicina Prenatale dell’Ulss 6 Euganea (Padova).

 

Le donne in gravidanza sono maggiormente esposte al rischio di contagio?

No, hanno lo stesso rischio di contrarre il virus della popolazione generale e devono seguire le stesse indicazioni date dal Ministero della Salute per tutta la popolazione.

Se una donna in gravidanza contrae l’infezione da Covid-19 però potrebbe sviluppare più gravemente le patologie delle vie aeree profonde, questo perché l’utero aumenta di volume per fare spazio al feto e comprime il diaframma, diminuendo la capacità di espansione polmonare.
La riduzione dell’espansione polmonare potrebbe peggiorare le condizioni nelle patologie delle vie respiratorie e se consideriamo che in seguito al parto la donna subisce anche un consistente abbassamento fisiologico delle difese immunitarie, potrebbe soffrirne in modo più grave.

 

C’è pericolo di infettare il feto?

Anche se la mamma dovesse essere Covid-19 positiva, ad oggi non è dimostrato il passaggio del virus attraverso la placenta, alcuni studi hanno però dimostrato la presenza di anticorpi nel neonato.

 

Ci sono rischi di sviluppi anormali nel feto legati all’infezione da Coronavirus?

Assolutamente no. Ad oggi sappiamo che il Coronavirus è un virus influenzale e come tutti i virus influenzali non sviluppa problemi teratogeni, cioè il feto non presenta rischio di sviluppare patologie malformative a causa di questo virus.

Da sempre alla donne in dolce attesa viene consigliato di sottoporsi al vaccino antinfluenzale e questa è una riprova che il virus non ha effetti dannosi per il feto.

 

Devono essere eseguiti esami del sangue aggiuntivi?

Gli esami del sangue richiesti durante lo stato di gravidanza non sono cambiati.
La lista può essere è consultabile scaricando il pdf del DPCM 12 gennaio 2017 allegato B. Questo allegato contiene tutti gli esami che devono essere svolti e con i quali ci si può rivolgere al Medico di famiglia per ottenere la ricetta dematerializzata.

 

Dove partorire?

Sono validi tutti i punti nascita della Regione Veneto e la scelta dell’Ospedale è del tutto libera, purché sia attiva la terapia intensiva per adulti.

 

È obbligatorio il taglio cesareo?

No, la valutazione deve essere fatta in base al benessere fetale, al benessere materno, ed in base al quadro clinico generale.
Non deve essere fatto esclusivamente il parto cesareo così com’era successo in Cina nelle prime fasi dell’epidemia.

È comunque sempre preferibile il parto naturale ed è garantita anche l’anestesia peridurale.

 

Il mio partner può assistere al parto?

Il padre verrà sottoposto ad un triage clinico per escludere eventuali contatti a rischio o positività al Coronavirus e se possibile potrà accedere alla sala parto con tutti i dispositivi di protezione indossati.

In caso di partner Covid-19 positivo, deve essere isolato secondo il protocollo di sicurezza Nazionale e Regionale, quindi non può assistere al parto.

 

È consentito l’allattamento?

La neomamma ha la garanzia dell’allattamento al seno poiché il Coronavirus non viene trasmesso attraverso il latte. Inoltre, separare obbligatoriamente la via madre-bambino provoca degli effetti complessivi sul livello di salute che sono peggiori rispetto al non allattare.

 

 

Per indicazioni precise in base al proprio quadro clinico, consigliamo di rivolgersi al proprio Ginecologo di riferimento o alla Ulss di competenza, di vivere serenamente ma con le dovute precauzioni questo momento.

Per prenotare una visita di Ginecologia e Ostetricia contattare il numero 0445372205, inviare una richiesta nel form di contatto a lato della pagina o scaricare l’applicazione Poliambulatori San Gaetano.