Malattie sessualmente trasmissibili ed infertilità: quali sono le correlazioni? Come possiamo prevenirle? Abbiamo rivolto alcune domande al Dott. Caretta Nicola, Medico Chirurgo Specialista in Andrologia e Geriatria.

Esiste una stretta correlazione tra malattie sessualmente trasmissibili e infertilità?

Le malattie sessualmente trasmesse, specie se asintomatiche, possono sicuramente causare infertilità.
Gli agenti infettivi infatti, propagandosi lungo le vie urogenitali, determinano uno stato flogistico in grado di alterare la normale fisiologia del concepimento.

Quali sono le malattie sessualmente trasmissibili più diffuse?

Secondo i dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanità il numero di nuovi casi di malattie sessualmente trasmesse è in costante aumento con un’età media dei soggetti interessati di 32 aa che per il 70,2% è di sesso maschile.
Tra di esse le più diffuse sono i condilomi ano-genitali correlati ad infezione da Papilloma Virus, la Sifilide latente, la Gonorrea, le cervicovaginiti batteriche, le infezioni da Chlamidia trachomatis e Trichomonas vaginali, l’epatite A, B, C e l’HIV.

Quali sono le strategie preventive che possono essere messe in atto?

Le malattie sessualmente trasmesse costituiscono in tutto il mondo uno dei più seri problemi di sanità pubblica poiché il numero di nuovi casi è in continuo aumento a causa della scarsa informazione, della maggiore mobilità e dall’aumentata tendenza ad avere rapporti sessuali con più partner.
La prevenzione di queste malattie rappresenta un obiettivo di particolare interesse non solo per l’elevata diffusione ma anche per la notevole quantità di soggetti asintomatici infettanti e le gravi complicanze che conseguono ad una errata o ritardata diagnosi e terapia (Es. cronicizzazione, infertilità, tumori etc).
La principale strategia preventiva delle malattie sessualmente trasmissibili è di essere sempre al corrente dello stato di salute del partner con il quale si sceglie di condividere un rapporto sessuale.
A ciò si deve associare l’utilizzo di preservativi di qualità che impediscono alle secrezioni dell’uomo e della donna di entrare in contatto. Tuttavia voglio ricordare che l’uso dei preservativi non riduce il rischio di contagio a zero in quanto alcuni virus e batteri hanno la capacità di contagiare anche con il solo contatto cutaneo tra le zone dei genitali non protette dal preservativo.
Infine in commercio esistono vaccini, testati e sicuri, che sono in grado di tutelare il soggetto dalla possibilità di contrarre alcune malattie quali l’epatite A e B nonché alcune forme di Papilloma Virus.

Qual’è l’iter terapeutico in caso di malattie sessualmente trasmesse? Coinvolge entrambi i partner anche se solo uno dei due presenta l’infezione?

Sicuramente la miglior cura è l’accurata diagnosi che si basa su un’attenta storia clinica, conoscenza della prevalenza delle principali malattie nelle specifiche aree geografiche ed accurati esami di laboratorio (tamponi ai genitali, spermiocoltura, ricerca marker di malattia nel sangue, penoscopia, ecografie).
Identificata la patologia la terapia si basa su trattamenti antibiotici, antiflogistici, laser e crioterapia
Ovviamente, identificata la patologia, si consiglia di eseguire anche al partner approfondimenti diagnostici mirati.
Inoltre, per evitare la possibile re-infezione tra i partner (effetto “ping-pong”), si consiglia di avere rapporti protetti da preservativo sino alla completa guarigione e frequentemente il trattamento di entrambi i partner.

Cosa può consigliare alle coppie che desiderano avere un bambino, ma che stanno riscontrando difficoltà nel concepimento?

Se dopo un anno di tentativi di concepimento non vi fosse la gravidanza sicuramente consiglio ad entrambi i partner di eseguire una visita con un andrologo o un ginecologo che si occupi di infertilità di coppia per valutare le possibili cause tra cui le malattie sessualmente rivestono un ruolo importante pur essendo spesso asintomatiche.