Nella separazione coniugale (o tra fidanzati) si mettono in moto una serie di meccanismi del tutto simili a un vero e proprio lutto. Non c’è nessun defunto da commemorare, ma c’è la fine di una relazione. L’elaborazione della fine della relazione di coppia è per molti versi simile all’elaborazione del lutto per la morte di una persona cara. In entrambi i casi si deve fare i conti con la separazione da una persona che per molto tempo ha fatto parte della nostra vita, una persona che, nonostante la modalità con cui la storia è terminata, ha comunque ricoperto un ruolo importante nella nostra vita.

Esattamente come in un vero e proprio lutto, il difficile sta proprio nella sua elaborazione, ossia nella possibilità di dire “addio” alla persona che non è più accanto a noi. Tutte le persone che riescono a portare a termine trattando la perdita in maniera efficace, riescono a riferire un senso di alleggerimento dal punto di vista emotivo e percepiscono la loro autostima rafforzata.

Gli step che si percorrono durante e dopo una separazione sono:

  • NEGAZIONE: “Non posso crederci”, “Non sta davvero succedendo a me”
  • RABBIA: “Non è giusto”, “Non mi merito una simile situazione”, “Lui/lei me la pagherà per il male che mi ha fatto”
  • CONTRATTAZIONE: “Superare questo momento mi renderà più forte”, “Ne uscirò più forte e preparato di prima, non commetterò più gli stessi errori”
  • DEPRESSIONE: “ Mi sembra di vivere un incubo”, “Non vedo via d’uscita”
  • ACCETTAZIONE: “Ok, è andata così”, “E’ ora di voltare pagina”

Per arrivare al momento dell’accettazione, è necessario passare attraverso alcune fasi che fanno parte della procedura di elaborazione della perdita:

Fase 1: il rituale della separazione

In questa prima fase la persona mette in atto dei meccanismi volti a porre fine alla relazione, dichiarando la separazione. Non è sempre facile accettare la perdita di una persona importante: spesso il nostro cervello non accetta la perdita e quindi tende a mantenere una sorta di legame fantastico o virtuale con l’oggetto d’amore.

Il rituale della separazione, quindi, può essere compiuto attraverso il dialogo con la persona che fin ora ha fatto parte della nostra vita. Nel caso in cui, per vari motivi, non si potesse accedere alla comunicazione diretta con la persona in questione, si possono utilizzare altre tecniche, come ad esempio una lettera o la “tecnica della sedia vuota”. Scopo di questa fase è quello di inviare un messaggio al nostro cervello di chiusura definitiva della relazione. È importante che all’interno della comunicazione, sia essa orale o scritta, siano presenti le parole “chiudo”, “mi separo”, “ti lascio andare”.

Fase 2: chiusura delle cose rimaste in sospeso

Il più delle volte, la separazione avviene dopo un periodo abbastanza lungo e doloroso, dove non sempre la comunicazione era aperta, chiara e trasparente. È molto probabile, inoltre, che molti…troppi pesi, delusioni e ferite si siano negli anni accumulate. Allo stesso tempo è altresì probabile che anche noi abbiamo deluso o ferito l’altro in maniera volontaria o meno. Scopo di questa seconda fase è quello di pulirsi dai pensieri negativi attraverso l’espressione delle emozioni e dei propri pensieri, la necessità di congedarci dall’altro senza il rimpianto di non aver potuto dire qualcosa. Frasi del tipo: “Quello che non ti ho mai detto è…”; “Mi dispiace di quello che è successo…”, “Ho sofferto molto quando tu…”.

Fase 3: ringraziamento dell’altro

È una fase complessa, che si concentra sul ringraziare l’altro per i bei momenti passati insieme, apprezzando e celebrando il passato. In questa fase si deve passare gradualmente dalla tristezza all’accettazione e quindi alla gratitudine. Questo può avvenire solo quando il cervello emotivo, elaborando la separazione, percepisce che l’evoluzione del rapporto ha portato un arricchimento. Le frasi che potrebbero essere utili sono: “Sei stato/a molto importante per me, perché…”; “Grazie a te ho potuto capire che…”; “ Senza te non avrei mai capito che”.

Fase 4: cambiamento interiore

È la fase finale in cui l’elaborazione della separazione è ormai giunta al termine. Ci si sente pronti per conoscere un’altra parte di sé, ancora sconosciuta. Un nuovo sé, caratterizzato dalla scoperta o riscoperta di qualità nuove o diverse dal sé precedente. Qualcuno può riscoprirsi finalmente capace di stare solo/a, altri la volontà di ricominciare ad uscire con amici, altri ancora la necessità di dedicarsi ad attività mai esperite prima, o tralasciate. Ciò che è davvero importante è che qualsiasi cambiamento o riappropriazione di antiche qualità venga direttamente da se stessi, deve essere una ricerca interiore.

Alcune domande che ci possiamo porre per capire come eravamo e come siamo in questa fase sono: “Come vedevo me stesso/a prima? E Ora?”; “Come vedevo il mio/a amato/a? E ora, come lo/la vedo?”; “Quale progetto o sogno sentivo realizzabile”.

 

Dott.ssa Roberta Moro