Durante la nostra vita si possono, purtroppo, fare esperienze sgradevoli e impreviste, talora  dolorose e traumatiche.

Una circostanza traumatica viene considerata tale nel momento in cui  provoca un impegno affettivo, che supera la soglia di tollerabilità  di individuo, causando la così detta crisi emozionale.

L’evento in sè è un fatto determinante che rappresenta una rottura del nostro equilibrio esistenziale e conduce a cambiamenti  inevitabili. La nostra capacità di reazione condiziona l’impatto di tale evento, portando a cambiamenti desiderati e non, conducendo a possibilità nuove e diverse o perdite e blocchi dolorosi.

 

Poniamo alcune domande alla Dottoressa Paola Abrusci, Medico Chirurgo Specialista in Psichiatria, come reagisce la nostra mente dopo avvenimenti negativi improvvisi e come si deve intervenire.

Che cos’è una “Crisi emozionale”?

È una condizione psichica acuta, limitata nel tempo ( per un periodo stabilito convenzionalmente di 6 mesi al massimo) che nella maggior parte dei casi si risolve in 4-8 settimane, Vari sentimenti possono scaturire dalla crisi come conseguenze dirette degli  eventi traumatici.

Generalmente le emozioni che prevalgono sono di paurarabbiapreoccupazionetristezza, ma anche di speranza e desiderio e il tutto si traduce nella sensazione di trovarsi in un “vicolo cieco”, vivendo un’ esperienza di dolorosa impotenza, che diviene sempre più insopportabile e pesante da gestire.

Quali sono i sintomi clinicamente rilevabili?

Di solito i sintomi variano a seconda del soggetto. Possiamo rilevare una moltitudine di stati d’animo spesso destabilizzanti e che possono portare alla perdita dell’autocontrollo. Questi pensieri ed emozioni, spesso persistenti e invasivi, oltre a “colpire” la mente, si ripercuotono anche nel corpo, in una reazione globale al trauma.

I più comuni sono:

  • Ansia(continua o a crisi, anche di tipo attacchi di  panico)
  • Disforia(alterazione dell’umore, con irritabilità, rabbia, depressione, apatia);
  • Agitazione( con crisi di rabbia, pensieri anche autoaggressivi, sintomi fisici di allarme)
  • Insonnia(frequente tra le somatizzazioni acute).

Possono inoltre essere presenti altri sintomi, quali dolori muscoloscheletrici ( dolori articolari, tensione muscolare, crampi) , disturbi gastrointestinali ( colite, diarrea), cardiovascolari ( tachicardia, aumento pressione arteriosa), dermatologici , genitourinari, cefalea, vertigini, disturbi dell’appetito, stanchezza e astenia, disturbi della memoria e della concentrazione.

Da cosa può essere determinata?

Queste crisi sono reazioni a eventi problematici che si possono verificare in vari ambiti personali, relazionali, lavorativi.

Più frequentemente le crisi emozionali sono determinate da:

  • Problemi di perdita( lavoro, lutti, separazioni e divorzio, minacce, pericoli);
  • Problemi di cambiamento(di ruolo, di identità, di età);
  • Problemi interpersonali;
  • Problemi di conflitto(scelte complesse).

Qual’è il trattamento da seguire?

Per l’elaborazione della crisi e la attivazione di risorse personali, adatte a determinare un cambiamento positivo e evolutivo, è indicata una  psicoterapia della crisi.

Sono previste delle sedute di psicoterapia in un arco di tempo che può variare dai due ai tre mesi, in base alla gravità della situazione, delle capacità elaborative  e le modalità di reazione del paziente. La psicoterapia si può considerare come un viaggio all’interno di se stessi, che partendo dalla crisi permette di conoscere meglio  i propri meccanismi di funzionamento e reazione, le origini delle proprie scelte e caratteristiche. Lo scopo, oltre al superamento della crisi,  è permettere cambiamenti evolutivi ed evitare di ripetere, ripercorrendo percorsi già fatti, dolorosi errori.

La Dottoressa Paola Abrusci visita presso il centro Psichè, in Via San Vincenzo 59 a Thiene. Prenota una visita chiamando lo 0445 382422 o compilando il form di contatto