La chirurgia ortopedica protesica consente il trattamento delle patologie degenerative delle articolazioni, in particolare dell’artrosi, ma anche di patologie di natura traumatica, mediante la sostituzione totale o parziale di un’articolazione alterata.
Desideriamo approfondire tale argomento, con particolare focus sull’intervento di chirurgia protesica all’anca, con il Dott. Sinigaglia Riccardo, Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Primario del Reparto Unità Operativa di Ortopedia 7 all’Istituto Clinico “Città di Brescia” del Gruppo San Donato.

Di cosa si occupa il Reparto Unità Operativa di Ortopedia 7 dell’Istituto Clinico “Città di Brescia”?

Il Reparto Ortopedia 7 del “Città di Brescia” è specializzato in Chirurgia Ortopedica in Elezione, soprattutto protesica di Anca e Ginocchio, e Chirurgia Vertebrale. Senza però tralasciare la Chirurgia Artroscopica mininvasiva in genere primo approccio alle patologie Minori. Siamo referenti del programma di Rapid Recovery, un protocollo di degenza rivoluzionario che permette ai pazienti di riprendere le proprie attività quotidiane a distanza di poche ore da un intervento di Chirurgia Protesica all’Anca o al Ginocchio. Questo è reso possibile grazie al lavoro di un team composto da chirurghi ortopedici, fisioterapisti, anestetisti ed infermieri dedicati e competenti. L’utilizzo di protocolli precisi e una pianificazione preoperatoria molto accurata, durante la quale il chirurgo definisce la modalità di intervento e la tipologia di protesi da inserire, permettono di ottimizzare i tempi di riabilitazione e recupero dopo un intervento.

In cosa consiste la chirurgia protesica all’anca e quando vi si deve ricorrere?

Vi possono essere diversi motivi per cui il chirurgo ortopedico raccomandi un intervento chirurgico di protesi all’anca, come per esempio quando si è in presenza di un’artrosi deformante dell’articolazione dell’anca. Il paziente ha difficoltà a camminare, zoppica e avverte dolore. L’intervento può essere raccomandato anche in casi di artrosi postraumatica in seguito a fratture o lussazioni del femore o del bacino. In tutti i casi di artrosi minore si possono invece eseguire delle infiltrazioni o ricorrere alle artroscopie d’anca. In Italia, l’Istituto Clinico “Città di Brescia” è uno dei Centri Superspecialistici in grado di affrontare la patologia dell’Anca nella sua interezza e svolgere qualsiasi tipo di intervento.

Esistono diverse tipologie di protesi all’anca?

Sì, esistono diverse tipologie di impianto, dai meno invasivi, che sono quelli di rivestimento della cartilagine, indicati per pazienti giovani, all’impianto classico. In genere nei giovani o nei soggetti con una grande qualità dell’osso si cerca di essere “conservativi” con steli di piccole dimensioni, chiamati anche ministeli a tenuta metafisaria. Per gli anziani, invece, si utilizza l’impianto con stelo classico a presa diafisaria.
Oltre alle diverse tipologie di impianto, vi sono anche diverse vie di accesso per l’intervento di protesi d’anca: accesso mini-invasivo anteriore, accesso mini-invasivo postero-laterale, accesso laterale diretto. È fondamentale che il chirurgo conosca tutte le tipologie di tecniche operatorie nonché tutte le tipologie di impianto protesico per assicurare la buona riuscita dell’intervento.

Vi possono essere delle complicanze gravi legate all’intervento?

Le complicanze più gravi riguardano le infezioni della protesi ma queste avvengono solo nello 0,5-1% dei casi a livello mondiale. Purtroppo, nonostante vengano seguiti i protocolli migliori e una corretta procedura di profilassi antibiotica e di sterilizzazione, lo 0,5-1% delle protesi a livello mondiale si infetta per via ematica.

Qual è l’età minima e l’età massima in cui un paziente può essere sottoposto ad un intervento chirurgico protesico d’anca?

Non vi è un’età assoluta, anche se solitamente, in presenza di un’artrosi, gli 85 anni sono considerati l’età massima entro la quale intervenire con un intervento di protesi d’anca. Tuttavia, il chirurgo ortopedico valuta individualmente i pazienti e può decidere di procedere anche in pazienti di età più avanzata o in pazienti molto giovani. Ho effettuato, ad esempio, un intervento di protesi d’anca su una giovane paziente di 16 anni, la quale presentava problemi all’articolazione in seguito ad un grave trauma che l’aveva portata ad una vera anchilosi-blocco dell’anca. Gli interventi di protesi d’anca possono essere quindi eseguiti con successo a tutte le età, sempre con le dovute attenzioni e indicazioni.

Quali sono i vantaggi della protesi d’anca?

Il vantaggio principale è il pieno recupero delle funzionalità deambulatorie del paziente, il quale può tornare a svolgere le proprie attività quotidiane senza alcuna limitazione. Pensiamo ad un giovane paziente che vive con disagio la propria patologia all’articolazione, che grazie alla protesi d’anca può tornare alla vita di tutti i giorni, praticare sport, giocare con gli amici. Anche per le persone anziane, l’intervento chirurgico di protesi d’anca ha un notevole impatto sulla qualità della vita del paziente, grazie ad una importante riduzione del dolore e un significativo miglioramento della capacità di eseguire le comuni attività quotidiane. Si tratta quindi di benefici non soltanto fisici e funzionali, ma anche, e soprattutto, psicologici.

Il Dott. Sinigaglia Riccardo esegue, presso Poliambulatori San Gaetano di Thiene (Vicenza), visite specialistiche per pazienti con problemi d’anca, ove esegue ambulatoriamente anche infiltrazioni articolari e trattamenti mininvasivi locali.