La calcolosi della colecisti (impropriamente denominata anche come “calcoli al fegato”) è una patologia molto comune determinata dalla formazione di calcoli, ossia di formazioni dure e simili a sassi, all’interno della cistifellea, un piccolo organo piriforme alloggiato al di sotto del fegato.

La formazione dei calcoli avviene in 3 stadi:

  •  saturazione del colesterolo;
  • nucleazione;
  • formazione dei calcoli.

Esistono alcuni fattori di rischio, riconosciuti in letteratura, che è bene conoscere: l’obesità, lo stile di vita sedentario e l’eccessiva assunzione di grassi animali e carboidrati, in concomitanza con una mancanza di fibre.

Calcolosi della colecisti: i sintomi

Possono interessare persone di diversa età, colpisce circa il 10-15% della popolazione adulta, in special modo le donne. I sintomi più frequenti sono la comparsa di dolore tipo colico postprandiale associato a nausea o vomito.

Tali dolori si localizzano principalmente all’epigastrio (sotto lo sterno) o all’ipocondrio (sul fianco destro).

Un’ecografia, su consiglio del medico curante, è il primo strumento di diagnosi in caso comparissero tali dolori.

In casi più gravi i calcoli della cistifellea, più propriamente detti colelitiasi, possono causare infiammazione della cistifellea (colecistite) o addirittura infiammazione del pancreas (pancreatite).

Calcolosi della colecisti: le terapie

La terapia può essere medica in caso di piccoli calcoli poco numerosi (sludge biliare), ma nella maggior parte dei casi la terapia è costituita da un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione della cistifellea con tecnica mininvasiva: colecistectomia laparoscopica.