Quando si parla di alimentazione, subentrano molto spesso dei luoghi comuni. Alcuni di questi sono luoghi comuni innocui, i quali nonostante non abbiano valenza scientifica, se osservati, non portano a conseguenze negative nella salute delle persone. Il guaio è quando si inizia a mettere in pratica alcuni comportamenti che possono nuocere alla salute in nome di una dieta.

Con questa intervista alla Dott.ssa Silvia Maccà, Dietista esperta in educazione alimentare presso Poliambulatori San Gaetano di Thiene, Vicenza, cerchiamo di fare chiarezza sui principali luoghi comuni dell’alimentazione.

Dottoressa, nella sua attività di Dietista le sono capitati pazienti che riportavano luoghi comuni sull’alimentazione?

Certamente, nel campo dell’alimentazione non è mai stato facile districarsi tra le verità scientifiche e i falsi miti. Dal pesce che fa bene alla memoria perché contiene fosforo, alle uova che fanno male al fegato, credenze abbondantemente sconfessate dalla moderna scienza della nutrizione, nuovi luoghi comuni si stanno diffondendo negli ultimi anni, con conseguenze sugli stili alimentari addirittura peggiori.

Abbiamo rilevato una nuova tendenza, ovvero quella di ritenersi “intolleranti” ad un alimento piuttosto che un altro. Cosa ne pensa?

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Il luogo comune “siamo tutti intolleranti” si sta diffondendo notevolmente negli ultimi anni. Questo luogo comune porta molte volte a credere che è proprio l’intolleranza ad uno o più alimenti che determina l’aumento di peso o la difficoltà a perderne. Ebbene: non esiste alcuna prova scientifica a supporto di questa teoria e dei test di vario genere che diagnosticano un’intolleranza ad alimenti, eliminando i quali si perderebbe peso. Eppure…funzionano! Certo. Se dall’alimentazione di ogni giorno si eliminano intere categorie di alimenti ne deriva un apporto di energia e nutrienti bassissimo che, in un primo periodo, può anche indurre una perdita di peso. Che però non è corretta né sostenibile nel tempo e, soprattutto, nel lungo termine, può portare anche a conseguenze indesiderate sulla salute.

Un’altra moda del momento sono gli alimenti che stimolano il metabolismo. Cosa può dirci al riguardo?

In questo caso si tratta di una mezza verità. Il consumo metabolico di una persona è influenzato innanzitutto da fattori genetici, ma anche dalla composizione corporea. Chi ha più massa magra, infatti, tende a consumare più energia, perché questa è metabolicamente più attiva di quella grassa (e di qui l’importanza fondamentale dell’attività fisica). Alcuni studi hanno tuttavia dimostrato che alcuni alimenti, come il tè verde o il peperoncino, possono aumentare temporaneamente il consumo metabolico. Tuttavia, mettere quantità industriali di peperoncino su una pietanza non significa certo poterne mangiare di più, così come bere tè verde non ci autorizza di certo ad accompagnarlo con una sostanziosa torta di fetta farcita! Una corretta alimentazione, infatti, passa sempre attraverso la scelta degli alimenti ed il controllo delle porzioni.

Un ultimo luogo comune, ma sempre in voga è sostenere che mangiare tardi la sera faccia ingrassare.

È quel che si mangia, e non quando lo si mangia, che fa la differenza. Le calorie hanno lo stesso effetto sul peso a qualsiasi ora vengano consumate. Vero è, però, che il momento in cui si tende a consumare più calorie fuori controllo è proprio la sera, davanti alla televisione dopo cena. Ma non è certo colpa dell’ora!