La TC cone beam (CBCT) è una tecnica diagnostica relativamente nuova che genera immagini tridimensionali (3D) emettendo un fascio conico e pulsato di raggi X.
E’ diventata una tecnica largamente usata per l’acquisizione di immagini dento-maxillo facciali, ma grazie all’introduzione di campi di acquisizione più grandi, è diventata utile per lo studio dei seni paranasali e delle piccole articolazioni.

Tecnica:

In contrasto con la TC spirale multistrato, la CBCT usa un fascio conico collimato e un detettore bidimensionale, che genera immagini 3D.
Il sistema tubo-detettore esegue una rotazione completa di 360° intorno alla parte esaminata. I dati grezzi generati dall’acquisizione vengono poi usati per generare delle ricostruzioni del volume esaminato (assiali, coronali e sagittali). Le immagini ricostruite evidenziano in modo dettagliato e chiaro il profilo osseo.

Indicazioni:

Per questo motivo la CBCT è un esame indicato per lo studio delle ossa della mano e del polso. E’ sufficientemente sensibile per determinare la presenza di microfratture, è indicata per lo studio delle articolazioni a seguito di traumi e per meglio delineare la superficie articolare nell’artrografia.
Potrebbe inoltre essere usata in caso di sospetta patologia infiammatoria o per una migliore valutazione della consolidazione post-traumatica, soprattutto quando vengono utilizzati materiali di osteosintesi.

Vantaggi:

Il maggior vantaggio della CBCT è bassa dose di radiazioni.
Inoltre la CBCT supera quasi totalmente il problema della degradazione dell’immagine dovuta alla presenza di artefatti metallici, in quanto utilizza delle immagini radiografiche convenzionali per generare dati volumetrici. Di rado appaiono artefatti da indurimento del fascio dovuti alla presenza di mezzi di osteosintesi metallici.

E’ di fondamentale importanza che il paziente rimanga perfettamente immobile per tutta la durata della scansione, in quanto la CBCT è una tecnica che risente molto degli artefatti da movimento a causa dell’alta risoluzione spaziale intrinseca.
E’ inoltre meno indicata nella valutazione dei tessuti molli, a causa della limitata risoluzione di contrasto.